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tmw / sampdoria / Serie A
Nuytinck ricorda l'Udinese e la Sampdoria: "Con Tudor feeling mai scattato, vi racconto"TUTTO mercato WEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 19:22Serie A
di Dimitri Conti

Nuytinck ricorda l'Udinese e la Sampdoria: "Con Tudor feeling mai scattato, vi racconto"

Il difensore Bram Nuytinck oggi gioca in patria, con gli olandesi del NEC di Nimega, ma nella sua carriera ci si ricorda anche del suo passaggio in Serie A, dove ha militato con l'Udinese prima e la Sampdoria poi. Proprio per ricordare quei momenti, è stato intervistato dal portale di Gianluca Di Marzio: "Vedere il club dove sono nato e cresciuto arrivare così in alto mi riempie di gioia. Sono tornato a casa nell’estate 2023: ero retrocesso in B con la Sampdoria e avevo proposte sia in Italia che all’estero. Ma il NEC ha chiamato e sentivo che fosse il momento giusto. Ricordiamo un po' la prima Atalanta, offensivi e con l'uno-contro-uno a tutto campo". Quindi Nuytinck torna con la mente ai suoi trascorsi italiani. Partendo da Udine: "In Italia ho ricevuto tanto affetto. Un bel momento che ricordo è quando sono stato nominato giocatore dell'anno all'Udinese. Quello è un ambiente particolare, perfetto per crescere: si vive tranquilli, le persone ti trattano da eroe ma con grande rispetto. E la società è top, non manca niente". Nuytinck ha avuto modo di conoscere anche la realtà della Sampdoria, della quale invece parla in questi termini: "Genova invece è diversa, bollente: il calcio è una passione che travolge tutti. Alla Sampdoria sono stato solo sei mesi: un periodo difficile per il club, quello della retrocessione dalla A alla B. Ma l’amore dei tifosi blucerchiati resterà con me a vita: mi scrivono ancora, mi chiedono di tornare. Sento ancora il fuoco dentro, ma il caos ci ha affossati: giocavamo senza stipendi, ogni settimana le cose erano più difficili. Auguro alla Sampdoria però di tornare dove merita". Passando dalle squadre ai singoli, Nuytinck racconta per esempio delle difficoltà che ha avuto con Igor Tudor come allenatore, ai tempi di Udine: "Ci ha allenati in due periodi ma non è mai scattato il feeling. La prima volta, nel 2018, era duro e urlava molto. Ricordo una litigata con Seko Fofana, lo ha allontanato dal campo. Tornò poi un anno dopo, stesso copione. E vi racconto questo: l’ultimo giorno di mercato mi chiama la dirigenza: 'Bram, ti abbiamo venduto in Ligue 1. Ci dispiace, ma non sei nei piani dell’allenatore. In bocca al lupo'. Non volevo crederci: sapevo di poter aiutare ancora l’Udinese. Ho rifiutato e sono stato in panchina per mesi". Alla fine però le cose hanno sorriso a Nuytinck, a quel tempo: "Dopo 10 giornate Tudor è stato esonerato, al suo posto è arrivato Gotti, con cui è scattato subito qualcosa di speciale. Mi rilanciò titolare alla prima panchina, è stato fantastico e lo ringrazio, sono rimasto altri tre anni all'Udinese anche grazie a lui". Dopo aver citato Stryger Larsen quale compagno di squadra all'Udinese che avrebbe meritato qualcosa di più dalla propria carriera, Nuytinck parla anche del talento di Pafundi, oggi alla Sampdoria: "Già a 16 anni si allenava con noi, vedevi una grande qualità ma il problema è che in Italia è difficile emergere".