Open VAR e giudice sportivo: Bonny-Nico Paz, mano di Buongiorno e due turni a Berardi
Dubbi chiariti, decisioni avvallate e sentenze nette e decise. Il martedì che ci siamo lasciati alle spalle, come di consueto, è stato ricco di aggiornamenti sia sull'operato della classe arbitrale dell'ultimo turno di Serie A che sulle decisioni del giudice sportivo. Primo chiarimento sul discusso calcio di rigore assegnato al Como nel finale di partita della sfida contro l'Inter, per il presunto fallo di Bonny su Nico Paz, inizialmente valutato come fuori dall'area di rigore dall'arbitro Massa, richiamato poi dal VAR per l'assegnazione del penalty, visto che il contatto era avvenuto all'interno dell'area. Dino Tommasi, componente della CAN, ha affermato: "Il rigore ci sarebbe se Bonny fosse intervenuto sul giocatore, ma essendo un'opposizione ha tutto il diritto di farlo. Qui non c'è l'imprudenza che l'arbitro ha ipotizzato sentendo quel colpo". Tradotto: il rigore non doveva essere assegnato e il VAR avrebbe dovuto richiamare Massa al monitor: "L'errore della sala VAR è stato quello di soffermarsi soltanto sul punto di contatto e di non analizzare la situazione, di dare per scontata la prima sensazione del varista Aureliano. In realtà si doveva chiamare una OFR per revocare il fallo e di conseguenza l'ammonizione. In questo caso è imprescindibile il richiamo al monitor. Non c'è il fallo, ma una opposizione semplicissima".
La mano di Buongiorno.
Altro episodio analizzato quello che ha visto come protagonista Alessandro Buongiorno, difensore del Napoli, nella gara del Tardini contro il Parma, relativo al presunto fallo di mano contestato dai gialloblù. Tommasi ha spiegato: "L'auto-giocata o il passaggio di un compagno, a meno che non ci sia un secondo movimento è omologata a tutte le federazioni. Di Bello la vede e la valuta perfettamente in campo, la spiega subito bene e la decisione è corretta. Avallata giustamente da Abisso al VAR".
Stangata per Berardi.
Il giudice sportivo ha poi sentenziato sulla rissa nel tunnel degli spogliatoi al termine del primo tempo tra Sassuolo e Genoa: due giornate di squalifica a Domenico Berardi "per avere, al termine del primo tempo, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, mentre cercava di entrare in contatto fisico con un calciatore della squadra avversaria, cinto con le mani il collo di un altro calciatore della squadra avversaria che si era frapposto per impedire il contatto”.
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