Accordi, formula Bayern, slittamenti. La cronistoria del non rinnovo di Dybala con la Juve
Un lungo e per certi versi inatteso addio. L'incontro di ieri fra la Juventus e l'entourage di Paulo Dybala ha portato alla fumata nera. La Joya, dopo settimane, mesi, di tira e molla, non prolungherà il proprio contratto con la società bianconera e così in estate dirà addio a parametro zero. Una cronistoria del non rinnovo che ha radici lontane nel tempo, se è vero che la trattativa iniziò con la precedente gestione sportiva che vedeva Fabio Paratici alla guida delle scelte negli uffici della Continassa.
Le prime bozze di accordo stracciate dagli effetti della pandemia
Già agli inizi del 2021, oltre un anno fa, la Juventus aveva già intavolato una trattativa con l'argentino. E le cifre erano da top player e uomo immagine del futuro: 10 milioni che con i bonus sarebbero potuti diventare anche di più. Una base su cui lavorare che probabilmente Dybala avrebbe accettato, dopo esser finito sul mercato nel possibile scambio col Manchester United riguardante Romelu Lukaku. Poi la frenata, il perdurare della pandemia e gli effetti catastrofici sulle casse del club. Un primo slittamento che sembrava irrilevante, e si arriva all'estate.
La formula Bayern
Immediatamente prima di Ferragosto 2021, l'agente Jorge Antun vide la Juventus per 3 volte. La società bianconera aveva rivisto lo stipendio, ma aveva comunque prospettato un ruolo centrale del giocatore nel progetto tecnico di Allegri. 8 milioni più 2 di bonus, con la "formula Bayern" che avrebbe previsto la trasformazione di questi ultimi in emolumenti strutturali se raggiunti per due stagioni consecutive. L'11 settembre Nedved si diceva "molto fiducioso per il rinnovo di Dybala". Il 15 dello stesso mese la Joya si auspicava di avere "presto buone notizie". Il 28 settembre Cherubini prospetta "ottimismo e serenità", il 20 ottobre ancora Nedved che si sbilancia: "La firma è vicinissima".
Il 2021 si chiude senza firma
Tutti insomma si aspettavano la firma sul rinnovo entro la fine del 2021. Tanto che lo stesso Dybala, al tennista Zverev, confidò di "vedersi a Torino per i prossimi 5 anni". L'apertura dell'inchiesta da parte della Procura di Torino spostò ragionamenti e priorità del momento, quindi a fine dicembre i crescenti dubbi bianconeri su cifre e durata. E le prime sensazioni, anche visto l'imminente mercato di gennaio, sull'addio possibile.
Gli ultimi slittamenti
La Juventus decise di lasciar scivolare via il mese di gennaio, in fondo c'era da lavorare sotto traccia all'operazione Vlahovic. Tutto rimandato a febbraio? Era così nei piani. Ma poi ecco gli impedimenti di campo, con la società che di comune accordo con Dybala decise di posticipare l'incontro quando gli impegni di campo sarebbero stati più dilatati e gli obiettivi maggiormente a fuoco. Intanto però, complici anche i soliti problemi muscolari, l'intenzione di abbassare cifre e durata prendeva sempre più corpo. Fino alla scelta di mettere sul piatto uno stipendio in linea con quello attuale, circa 7 milioni di euro, con durata di 3 anni invece che 5. Una presa di posizione forte e decisa da parte della Juventus? Macché, visto che poi lo stesso Arrivabene ha chiarito il concetto: "La società ha deciso di non rinnovare con Dybala. Proporre uno stipendio al ribasso sarebbe stato irrispettoso". E così ecco l'addio, lungo e tormentato, in attesa che venga scritto il prossimo capitolo.






