Atalanta, Sarri: "Un tecnico contento del mercato al 100% devo ancora trovarlo"
L'Atalanta ha 4 punti in 4 partite e non ha iniziato nel modo in cui sperava. Intervistato da Sky Sport, Maurizio Sarri ha spiegato come questa stagione possa avere analogie con alcune di quelle passate: "Con parecchie, con qualcuna no, con altre sicuramente sì. L'esperienza più simile è stata a Empoli: dopo nove giornate eravamo ultimi in classifica e abbiamo poi fatto la finale playoff. A Napoli dopo quattro partite avevamo due o tre punti. Difficoltà che sono venute fuori costantemente nel corso della mia carriera. L'unica esperienza in cui la fase iniziale è stata positiva nei risultati è stata al Chelsea. Per il resto è sempre stata una difficoltà, ed è palese il motivo: più il modo di giocare precedente era completamente diverso dal mio, più la difficoltà aumenta all'inizio. È un anno di costruzione: sia il direttore sportivo che la società non fissano obiettivi materiali di breve periodo, ma parlano di costruzione per avere obiettivi solidi nel medio periodo".
Quanto conta il sistema di gioco?
"Il modulo lascia il tempo che trova, è un'ipotesi come un'altra. Quello che conta davvero è il modo di difendere e l'idea per attaccare, il modo in cui la squadra si muove e ragiona collettivamente. Il modulo può avere la sua importanza, certo, ma non è quella decisiva nel determinare il livello di una squadra".
Chi la sta convincendo di più tra i nuovi?
"Non si può indicare un nome, non sarebbe giusto nei confronti degli altri. I nuovi hanno percorsi completamente diversi l'uno dall'altro: qualcuno è arrivato all'inizio della preparazione estiva, qualcuno all'ultimo giorno di mercato, qualcuno poco prima della fine ma con problemi fisici che ne hanno limitato il lavoro iniziale. Ognuno ha il suo percorso e i suoi tempi. L'aspetto che li accomuna è la disponibilità al lavoro, e questo è l'elemento più importante per costruire qualcosa insieme".
6 giocatori nuovi sono tanti, non erano meglio 4 o 5?
"Un allenatore contento al cento per cento del mercato della sua società lo devo ancora conoscere, in tutta la mia carriera non l'ho mai incontrato. La valutazione deve essere fatta complessivamente e non sui singoli arrivi: sono arrivati giocatori importanti, qualcuno ancora da formarsi e da sviluppare, qualcuno già formato e pronto. Complessivamente sono arrivati giocatori di valore, e questo è quello che conta".
Che peso avrà la Conference?
"È chiaro che le competizioni europee qualcosa in campionato lo fanno pagare, in termini di energie e di turnover necessario, ma questo fa parte del gioco e non è una novità per nessuno. L'importante è che noi diamo alla Conference League l'importanza che merita, anche mentalmente, perché si tratta di una competizione europea di livello e vogliamo affrontarla con la giusta serietà e ambizione".
Solo un anno alla Juventus, troppo poco?
"Una stagione strana con gli stadi praticamente vuoti da marzo in poi e forse anche per questo motivo non ho grandi ricordi di quell’esperienza. In ogni caso nessun rimpianto".






