Gubbio, Di Carlo: "I giovani sono la nostra linfa. Il gruppo sta crescendo"
Domenico Di Carlo, tecnico del Gubbio, è intervenuto alla radio di TuttoMercatoWeb.com per commentare l'inizio di stagione della sua squadra:
Mister, non è stata una partenza semplice, anche a causa delle numerose defezioni. Nonostante le difficoltà, però, il Gubbio continua a raccogliere punti, come dimostra il pareggio contro il Pescara. Che risposte le sta dando il gruppo?
"Non abbiamo iniziato bene, soprattutto nella prima partita, perché fisicamente non eravamo ancora pronti come squadra. In estate non avevamo disputato molte amichevoli e, in quella gara, abbiamo meritato di perdere. Nelle partite successive, cambiando anche un po' il modulo, abbiamo trovato maggiore equilibrio e soprattutto il gioco, che è l'aspetto più importante in questa categoria. Devi avere una tua identità per cercare di vincere le partite.
Dalla Coppa Italia alla gara con la Reggiana abbiamo disputato buone prestazioni. È arrivata anche la sconfitta contro la Reggiana, ma dopo una partita positiva. Stiamo crescendo e cercando di diventare sempre più squadra. A parte la gara con il Latina, che ci ha messo davvero in difficoltà, questo gruppo sta facendo progressi. Ho ancora grandissima fiducia nella squadra e so che ci sono margini di miglioramento".
Tra Latina e Campobasso sono arrivati sei punti e sette gol, ma si è trattato di due partite tutt'altro che semplici. Il Gubbio sembra una squadra capace di resistere nei momenti di difficoltà e di essere incisiva quando serve. È questa una delle vostre caratteristiche?
"Il Gubbio deve avere questo atteggiamento e questo spirito battagliero. Il suo allenatore è così, la squadra è così e anche i tifosi vogliono questo tipo di atteggiamento. È chiaro che l'assenza di alcuni giocatori importanti, soprattutto dal punto di vista qualitativo, si fa sentire. Carraro e Pinardo sono due elementi di grandissima qualità e ci farebbero comodo, così come alcuni giocatori offensivi che sono mancati nelle ultime partite. Però dimostriamo sempre che in campo si va da squadra e si gioca da squadra. A Pescara abbiamo disputato un primo tempo di ottima qualità tecnica. Abbiamo giocato a calcio, aggredito alto e raddoppiato, facendo vedere cose molto positive. Nella ripresa, invece, come avete sottolineato, la qualità del nostro campo e quella del loro campo sono state diverse e negli ultimi venti minuti abbiamo sofferto. Anche nei momenti di difficoltà, però, si vede il gruppo, guidato da Andrea Signorini e Andrea La Mantia. Sono due giocatori esperti, con un'età e un'esperienza importanti, e in campo fanno sentire la loro forza e la loro leadership. Questa è la strada giusta. Dobbiamo battagliare e pensare sempre alla partita successiva. Adesso ci aspetta l'Ostiamare, una squadra neopromossa che gioca un buon calcio ed è molto compatta. Ogni partita ha le sue difficoltà, ma noi dobbiamo continuare per la nostra strada e con la nostra mentalità".
Il Girone B si sta confermando molto competitivo. Lei ha sottolineato l'importanza dei leader e dei giocatori più esperti, anche per accompagnare la crescita dei giovani. Che risposte le stanno dando i ragazzi? E come sta Minta, uscito contro il Pescara?
"Noi sappiamo che a Gubbio l'obiettivo è anche valorizzare i giovani che abbiamo in squadra, sia quelli di proprietà sia quelli arrivati in prestito. La società vuole farli giocare e io ho sposato pienamente questa linea. I giovani portano grande energia, hanno bisogno di crescere e anche di sbagliare, ma tutti quelli che sono arrivati, così come quelli della scorsa stagione, sono ragazzi a posto, con fame e voglia di farsi notare. Devono soltanto trovare la giusta intesa con la squadra. Tra un mese o un mese e mezzo, dopo una dozzina di partite, saranno tutti cresciuti e avranno capito ancora meglio che non si gioca soltanto per sé stessi, ma per il gruppo. La squadra crescerà sicuramente. I nostri giovani sono la nostra linfa: i giocatori più esperti devono dare mentalità e indicare la strada, mentre il resto della squadra deve percorrerla a mille all'ora, senza fermarsi. Sono molto contento dei nostri giovani, perché hanno ampi margini di miglioramento. Se giochiamo da squadra, anche loro ne traggono beneficio.
Per quanto riguarda Minta, è uscito per una piccola contrattura. Domani faremo gli esami e, se non emergeranno problemi e il giocatore starà bene, potrebbe rientrare. Se invece gli accertamenti evidenzieranno la necessità di fermarsi, non sarà disponibile per la partita. Lo sapremo soltanto domani.
Mi dispiace perché Minta per noi è un titolare importante. L'anno scorso ha fatto fatica all'inizio, ma nella seconda parte del campionato è diventato un giocatore, tra virgolette, devastante per le qualità che possiede. Quest'anno è partito con il piede giusto. Speriamo che non sia nulla di grave; se ci sarà qualcosa di più serio, lo aspetteremo".
Quando potrebbe rientrare Carraro e quanto potrà aggiungere al Gubbio? Lo scorso anno è stato un leader fondamentale e un giocatore decisivo.
"Quest'anno devo ringraziare la società perché ha costruito una rosa molto equilibrata e duttile, alternando la qualità alle caratteristiche che ci piacciono, compresa l'aggressività. Purtroppo Federico sta ancora pagando il problema al pube che si porta dietro dalla scorsa stagione. Stiamo cercando di recuperarlo perché è un giocatore di qualità molto importante per noi.
Sappiamo quanto possa incidere. Oggi gioca Di Noia, che sta crescendo, ma Carraro ha caratteristiche diverse. Spero di poterlo riavere in campo nel giro di una settimana o quindici giorni. Con la sua qualità, soprattutto nel ruolo di regista, può darci tanto. Cito anche Pinato: stiamo cercando di recuperare pure lui. Sono due giocatori di qualità elevatissima, elementi che in questa categoria possono fare la differenza.
Dobbiamo essere bravi, avere pazienza ed equilibrio. In questo momento bisogna stringere tutte le cinghie che abbiamo e tenere duro. Ho fiducia nella squadra e nello spirito del gruppo, che è sempre stata la nostra arma in più, a prescindere dalla presenza o meno dei giocatori di maggiore qualità.
I risultati li ottiene la squadra, attraverso lo spirito collettivo e soprattutto quella mentalità che stiamo costruendo. Noi affrontiamo le partite cercando sempre di vincerle, non pensando soltanto a difenderci".
Ora vi attende l'Ostiamare. Che tipo di partita si aspetta?
"È un bell'esame per noi, perché sarà la terza partita in una settimana, ma lo sarà anche per loro. È una squadra ben allenata, compatta e con delle qualità. Ha le caratteristiche tipiche di una formazione che arriva dalla vittoria del campionato: è battagliera e difficile da perforare, perché si difende molto bene. Quando attacca, invece, cerca spesso la profondità.
Dovremo lavorare bene sulle preventive, avere pazienza e far girare velocemente la palla, cercando gli spazi quando si creano. Servirà anche la giocata individuale, soprattutto quando le partite diventano più bloccate. In quei momenti bisogna avere pazienza, ma allo stesso tempo mantenere ritmi alti. In questo modo avremo maggiori possibilità di arrivare ai tre punti".






