Ausilio e la storia all'Inter fra errori e colpi: "Lautaro e Thuram operazioni fantastiche"
L'Inter tornerà sul mercato. A confermarlo è Piero Ausilio, direttore sportivo nerazzurro premiato quest'oggi a Vibo Valentia e raggiunto dalle inevitabili domande sulle scelte della società dopo la novità su Juan Cuadrado, che nei prossimi giorni si opererà in Finlandia al tendine d'Achille della gamba sinistra: "Dovrà subire un intervento chirurgico - ha confermato Ausilio, come riportano i colleghi di Sky - ha provato questi mesi a soffrire, ma questo problema non gli ha permesso di esprimersi per quelle che sono le sue qualità. Dopo l’ultimo consulto medico si è deciso di intervenire nella prossima settimana".
Cosa farà adesso l'Inter?
"Domani raggiungerò sia il mister che Marotta a Roma e dopo la partita con la Lazio ci concentreremo anche su come intervenire. Se non ci fosse stato questo problema di Cuadrado legato all’infortunio, non saremmo intervenuti sul mercato. Ad andare a toccare ciò che funziona, spesso si fanno solo danni".
Ausilio ha ripercorso le sue stagioni all'Inter, in particolare ha parlato delle operazioni Lautaro Martinez e Thuram, che formano l'attuale coppia d'attacco nerazzurra: "Anche io ho fatto degli errori, preso qualche calciatore sbagliato. Si parla di un gruppo di lavoro, io non sono solo, ho la fortuna di avere persone che lavorano con me, brave e qualificate. All'Inter ci sono osservatori in giro per l'Italia e per il mondo a vedere calciatori. Il colpo migliore? Oggi verrebbe facile dire quelli che abbiamo davanti a tutti. L'operazione Thuram è fantastica, dal punto di vista economico ma soprattutto tecnico per quello che sta dimostrando, e anche per la velocità che ci ha messo a imporsi. Di fianco a lui gioca il capitano, Lautaro: considero anche questa un'operazione fantastica. Per le cifre che girano oggi, un attaccante di questo livello lo abbiamo pagato molto poco. Una trattativa dura. Decisi una cosa strana: presi un aereo venerdì, il giocatore di fatto era già dell'Atletico Madrid, e decisi di partire all'ultimo. Mi dissi "o firma e torno con il giocatore, o lo lasciamo andare". Andai a Buenos Aires 3 giorni, alla fine lo feci firmare, ma quella domenica c'era la partita dell'Inter contro il Crotone, perdemmo 2-1, non ti dico quante gliene ho mandate...".






