Beccalossi: "Finsi un infortunio per conoscere Villeneuve. Sogno di tornare all'Inter"
Evaristo Beccalossi, ex centrocampista dell'Inter, si è raccontato in un'intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera, lasciandosi andare a diversi aneddoti spassosi proprio relativi alla sua lunga esperienza in nerazzurro: dai ritiri da solo alle tante multe, di seguito uno stralcio.
È vero che Bersellini la tenne in ritiro, da solo?
"Io, lui e il preparatore. Uscivo in cerca di cibo, oliavo la porta della cucina, perché non cigolasse. Ma una sera mi ritrovo una torcia e una pistola puntate addosso: era il custode, ma che spavento".
Le multe fioccavano?
"Sì, ma almeno per un paio ne valeva la pena. Ho detto che avevo un dolorino e sono andato a Monza per conoscere il mio idolo Villeneuve, sono entrato nella sua Ferrari, ho pranzato con lui. I motori erano la mia passione, ho anche incontrato Enzo Ferrari: accanto a questo omone con gli occhiali scuri e un alone di carisma c’ero io, coi capelli alla Cocciante/Branduardi. Mi vengono ancora i brividi".
E l’altra multa?
"Ero al Giro d’Italia nell’ammiraglia che seguiva il mio amico Visentini: pioveva e dovevo controllare i numeri dei corridori, che li nascondevano".
È stato in Cina per la Figc e gli ultimi due Mondiali con la Fifa. Cosa le manca?
"Il sogno sarebbe fare qualcosa alla casa madre: l’Inter".






