Calori compie 60 anni: "Mi piacerebbe tornare all'Udinese, in qualsiasi veste"
Ci sono maglie che continuano ad accompagnare un calciatore anche molto tempo dopo l'ultima partita. Per Alessandro Calori una di queste è certamente quella dell'Udinese, indossata per sette stagioni, dal 1991 al 1999, fino a diventarne capitano. L'ex difensore, che ha appena compiuto 60 anni, ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della propria carriera in una lunga intervista al Messaggero Veneto: "È un'età in cui fai un check up, controlli quello che hai fatto e quello che potresti ancora fare".
Calori: "Zaccheroni costruì un'Udinese che le grandi temevano"
Tra i ricordi c'è anche l'ultima retrocessione dei friulani: "Partimmo male, facemmo una lunga rincorsa che pagammo nelle ultime gare. Però quella stagione fu una sorta di preparazione a quanto sarebbe accaduto poco dopo e mi riferisco alla crescita della società". Fondamentale l'arrivo di Alberto Zaccheroni: "È stato colui che ha curato i particolari della nostra crescita. Ha costruito una squadra che le grandi non avevano piacere di affrontare". Speciale anche il rapporto con Oliver Bierhoff, suo compagno di camera per tre anni: "Quando andò all'Europeo non giocava, mi chiamava e io cercavo di tranquillizzarlo. Poi segnò la doppietta nella finale e fui uno dei primi con i quali volle condividere la sua gioia".
"Ronaldo o Van Basten? Impossibile scegliere"
Calori ha infine risposto ad alcune domande sulla sua carriera: "L'avversario più forte che ho marcato? Non posso scegliere tra Ronaldo e Van Basten". Tra i compagni indica invece "Materazzi, Pirlo e Baggio". E sull'Udinese resta un piccolo rimpianto: "Se sono mai stato vicino alla panchina? No, ma confesso che mi sarebbe piaciuto tornare in qualunque veste". La partita da conservare per sempre, invece, non lascia spazio a dubbi: "Udinese-Ajax".






