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Como, Fabregas: “Kaiki mi piace tanto, Liberali farà bene. Sicuramente”

Como, Fabregas: “Kaiki mi piace tanto, Liberali farà bene. Sicuramente” TUTTOmercatoWEB
Yvonne Alessandro
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Yvonne Alessandro
Oggi alle 17:36Serie A

17:04 - Il Como si interfaccia alla Como Cup, alla vigilia dei primi match contro l’Al Ula e il Villarreal. A breve Cesc Fabregas, allenatore dei biancoblu, in conferenza stampa.

17:07 - inizia la conferenza stampa: “Siamo molto contenti di avere questa opportunità, di creare questa competizione, il nostro presidente è sempre creativo. Ogni anno portiamo sempre gente più forte, per partite sempre più belle qui a Como. Ovviamente ogni minuto conta, ogni allenamento… ogni stagione si inizia da zero. Chi ha fatto molto bene l’anno scorso deve tornare e ritrovarsi. I giocatori giovani devono dimostrarmi motivazioni. È tutto una grandissima sfida, ma domani giocare queste due partite, specialmente il Villarreal con un livello altissimo… sarà una grandissima prova”.

Questo potrebbe essere l’anno delle vittorie?
“Non è importante a livello personale, non mi interessa che faccia bene io ma che il Como faccia bene. La gente continui a venire al Sinigaglia, poi si vince o si perde, ma la cosa più importante è il Como. Per me ogni giocatore che rimane o arriva al Como capisca che non siamo City o Arsenal, ma una squadra umile. Questa stagione saremo tra i giovani in tutta Europa. Quindi energia, umiltà, lavoro… mancano tantissime cose, in campo e fuori. Dimostreremo che ogni anno la società è all’altezza di ogni sfida”.

Liberali si è allenato? Come lo vede?
“Mi ha chiamato 4-5 giorni prima di iniziare, aveva voglia di iniziare presto. Sono molto contento, in 3-4 giorni possiamo già vedere che giocatore è. Mi piace, capisce le nostre dinamiche, il nostro gioco, e poi ha tanta voglia di imparare. Capisce tutto. Domani gioca. Una bella opportunità per lui e tutti noi. Ovviamente analizziamo tutti i giocatori che vengono, poi c’è chi ti sorprende, chi ti delude, ma la sensazione con lui è bella. Poi dipende da lui. La posizione di Nico Paz? Può fare tutto. Dobbiamo parlare con Aquilani magari… no, può fare tutto. Da trequartista, falso 9”.

I nuovi giocatori sono pronti?
“Guarda, è andato via Moreno, arrivato Kaiki. Via Sergi Roberto, dentro Milla, poi anche Liberali. Anche Luis Milla avevamo provato a prenderlo a gennaio. Ha aiutato molto sapere che sarebbero arrivati presto i sostituti. Sono molto contento, Luis darà una grandissima mano, da leader. Sarà un giocatore del genere, metterà a posto le cose. Kaiki è brasiliano, vuol dire che mi piace molto, come gioca e difensivamente forte. Non scherza, va al duello forte. Con la palla gli chiediamo tante cose. Liberali molto giovane, ma sicuramente farà bene”.

Lei crede molto nel percorso, si vede anche nella scelta dei giocatori giovani.
“Cos’è un percorso? Alcune volte ne parliamo quando non esiste. Spesso non c’è pazienza o dialogo, ma questa è stata la nostra forza. Abbiamo avuto la fortuna che sia stato così in due anni e mezzo. Ma se dovesse succedere? Saremo falliti? Io sono già prontissimo perché si dirà nel caso. Speriamo di arrivare più lontano possibile. Bisogna avere pazienza con i giocatori però, i giovani. Noi stiamo provando a prendere giocatori in determinate posizioni, ma è una responsabilità grandissima. Non è una cosa banale, bisogna confrontarsi e analizzare tutto. Alla lunga andrà meglio che peggio però”.

Nico Paz verrà in Inghilterra con voi? Perché non ha giocato tanto al Mondiale?
“Ho parlato con lui ma non mi metto in mezzo a scelte di un altro allenatore. Lui sta con i giocatori che conosce, ogni giorno, e non ho il coraggio di fare polemiche in merito. Ho parlato anche con Baturina e Diao al Mondiale, ma sono molto giovani. Devono creare la loro strada, ma non ho il telescopio per vedere se si stessero allenando bene o no. Sono giovani, ogni anno sarà più difficile da gestire per loro. Baturina non gioca 6 mesi, poi fa bene e al Mondiale fa bene, adesso le aspettative si alzano. Non pensare al calcio e fermarsi un attimo fa bene. Nico tornerà il 17 agosto, per la partita contro l’Udinese. Non giocherà contro il Liverpool, ma magari cambierò opinione”.

Più che sorprendere quest’anno servirà confermarsi?
“Quando fai una cosa bella, si alza il livello. Come si tiene la squadra al massimo? Tutti siamo diversi. Magari uno sa gestire le emozioni e qualcun altro no. La Juve e l’Inter devono vincere sempre, qui pure ma perché lo dico io. Ci sono mentalità di persone pigre, c’è gente buona, c’è l’eccellenza e l’élite. Non tutti oggi lo sono: l’élite non si fa solo con il talento, anche se ci sono giocatori bravi. Quando si alza tutto, che la pressione aumenta, che fai? Serve resilienza, mentalità. I giocatori hanno appena iniziato la loro storia. Questo è un esame, magari io stesso non sono pronto ma l’esigenza è massima.

Un punto sulmercato? Un difensore, un terzino e un attaccante?
“Abbiamo difficoltà per la Champions, per le liste UEFA. Noi non abbiamo una cantera forte, abbiamo delle limitazioni e potremmo giocare con 16-17 giocatori in Champions. Noi dobbiamo creare i nostri giocatori, abbiamo iniziato un percorso che non si fa in 2-3 anni. Si sta dando un’opportunità a un ragazzo come Cassano, sta dimostrando delle cose. Cassano e Rispoli hanno delle opportunità, ma dobbiamo stare attenti con lui. È una stagione speciale, ma attenzione. Bisogna avere la mentalità, però sono fiducioso: la squadra è tornata con fame. Le squadre che sfideremo hanno già iniziato da 2 settimane, noi da una. Però si stanno allenando bene i ragazzi”.

Cosa pensa di Mancini allenatore dell’Italia?
“A me è sempre piaciuto, lo seguivo anche al City. Ho parlato qualche volta con lui, è un vincente, esigente e che gioca un buon calcio. Ha dimostrato con l’Europeo vinto come si fa. Sono molto contento per lui, lo dico sinceramente, mi sento uno di voi. Grandissima disponibilità: proveremo ad aiutare la Nazionale”.

Tanti italiani ci sono rimasti male visto che è andato in Arabia.
“Non ho mai avuto la possibilità di andarci, non so dirti. No a parte gli scherzi, non ti so dire, ma lui vuole il bene dell’Italia. A me basta questo”.

Rispoli è pronto o no?
“C’è suo zio che lo ama come papà, poi ci sono io. Per me è un giocatore importantissimo, mi dava identità alla squadra, ha avuto opportunità in Serie B. Lui come Cassano sono utili e in lista B. Io non regalo niente a nessuno. Amo tutti quelli che mi danno la vita, ci sono scelte che vanno fatte però, bisogna farlo per il Como. Ognuno se lo deve guadagnare. Ogni giorno devi dimostrare all’allenatore: sei pagato per allenarti ogni giorno al 100%, poi è scelta dell’allenatore se farti allenare o no. Deve dimostrarmelo, come tutti gli altri. Io credo in lui, è ancora molto giovane e ha qualità speciali. Bisogna aspettare che capisca alcuni concetti per farlo arrivare al top”.

17:42 - Finisce la conferenza stampa.

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