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Corvino ricorda: "Ivanovic del Chelsea mio rimpianto, avevamo già preparato tutte le carte"

Corvino ricorda: "Ivanovic del Chelsea mio rimpianto, avevamo già preparato tutte le carte"
Yvonne Alessandro
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Yvonne Alessandro
ieri alle 23:38Serie A

Pantaleo Corvino, ex direttore sportivo della Fiorentina (2005-2012 e 2016-2019) e del Lecce rimasto senza club, è intervenuto sulle frequenze di Radio Bruno per far riaffiorare l'unione con il mondo viola: "Ho sempre avuto Firenze nel cuore, fin da ragazzo", ha raccontato il 76enne. "Mio padre era un grande appassionato della Fiorentina e, a forza di sentirgli cantare l’inno viola, finì per contagiarmi. Aveva svolto il servizio militare a Firenze e si era portato dietro l’amore per questa città".

L'aneddoto

"Quando avevo nove anni partimmo da Lecce per assistere a Bari-Fiorentina: i viola vinsero nei minuti finali. Sono ricordi che mi hanno segnato e che fanno parte dell’eredità lasciatami da mio padre", ha ricordato Corvino. "Durante i miei sette anni alla Fiorentina, dopo ogni partita, la prima telefonata era sempre la sua. Ogni gara dei viola continua a riportarmi con il pensiero a Firenze. Il 2 settembre tornerò per assistere alle celebrazioni del Centenario e salutare la città".

La stagione che ricorda con più affetto

"Forse la prima, perché c’era da compiere un lavoro enorme, seguendo una visione e un’idea molto precise. La squadra doveva essere profondamente rinnovata. Fu una stagione impegnativa, che mi costò molte notti insonni", ha ricordato.

Meglio Luca Toni o Dusan Vlahovic?

"Toni fu il primo italiano a vincere la Scarpa d’Oro, grazie ai suoi 31 gol. Vlahovic, invece, rappresentò una cessione spettacolare. Non posso scegliere tra loro: per me sono stati entrambi come figli".

Qual è l’acquisto mancato che gli ha lasciato più rimpianti

"Negli anni della Champions League, quando arrivammo anche a sfiorare il secondo posto, ce ne furono diversi. Penso a Ivanovic, allora al Chelsea: avevamo già preparato tutte le carte. Poi ci fu Vidal, che alle sette del mattino venne a casa mia per firmare il contratto, dopo che avevamo già definito tutto con il Bayer Leverkusen. Infine Vidic. Perché non arrivarono? Preferisco tenerlo per me".

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