Donadoni: "Leao ha bisogno di gente che non gli dica solo quello che vuole sentire"
“Le qualità ci sono, e non credo che non possa uscire fuori con più continuità”. Roberto Donadoni, intervistato da MilanNews, parla così di Rafael Leao: “È relativamente giovane, ma deve essere anche fortunato a trovare gente, nel suo percorso, che non gli dica solo quello che vuole sentirsi dire, ma che gli faccia capire cosa è giusto che faccia”.
La chiacchierata è poi proseguita su come Donadoni si relazionerebbe con l’attaccante portoghese: “Devi trovarti faccia a faccia e vivere il tempo insieme, che ti permetterebbe di toccare i tasti giusti. Quando sono arrivato al Milan, io ero un giocatore abbastanza innamorato della palla.
Mi ricordo una delle prime volte: Sacchi mi parlò e mi disse che ero un giocatore tecnico, bravo, ma in sostanza risolvevo poco. Mi disse di sfruttare questa mia capacità 30 metri più avanti, così da aiutare la squadra a vincere mandando in porta un compagno ad esempio. Magari la gente da fuori vede che in mezzo al campo riesci a uscirtene in mezzo a tre avversari, però poi in concreto cosa hai ottenuto? Poco. Messaggio, questo, che mi ha permesso di aprire gli occhi e capire determinate cose. Questa fase, Leao non è ancora riuscita a metabolizzarla: fa cose importanti, però poi dopo si perde".






