Donnarumma a Parigi, Szczesny a Torino: oggi i tifosi della Juve non hanno rimpianti
Gianluigi Donnarumma a Parigi. Non proprio felice, ma neanche triste. Probabilmente un po' abbacchiato dall'eliminazione in Champions League. Di certo, non fischiato: quella sorte è toccata a Neymar e Messi. Anzi, dalla Francia raccontano come Gigio a Parigi in realtà continui a essere particolarmente benvoluto. L'errore resta, ma è smussato nei suoi angoli dal potenziale fallo di Benzema. E poi è il portiere del futuro. Anche se nell'ultima di campionato, la prima della breve serie di partite che porterà alla fine dell'era Pochettino, è tornato ad accomodarsi in panchina.
Szczesny fa trę su trę. Da Parigi a Torino, Wojciech Szczesny vola tra i pali. Spesso criticato, il portiere polacco è stato uno dei punti fermi anche nei momenti più traballanti della stagione della Juventus. Contro la Sampdoria, è salito a tre rigori neutralizzati sugli ultimi tre parati: striscia positiva rara da vantare, in Serie A non accadeva da cinque anni. In questo campionato ha tenuto la porta inviolata in undici occasioni - è il migliore con Handanovic - e pur rientrando nella categoria dei portieri esperti, finisce anche nel novero degli estremi difensori "moderni", che i piedi li sanno usare e non solo all'occorrenza.
A Torino pochi rimpianti. Il parallelo Donnarumma-Szczesny nasce dal mercato. Quello appena precedente alla scorsa estate, quando Gigio ha rotto col Milan e la Juve ci ha fatto più di un pensierino. Non che l'italiano vada male, diamo anche un po' di tregua a questo ragazzo che è il nostro presente e futuro - azzurro - in porta, ma Tek, come lo chiamano a Torino, ha confermato che tutto sommato i bianconeri non abbiano sbagliato a puntare su di lui. E, dato che dopo il ko del Bernabeu si è parlato anche di un eventuale addio al PSG di Donnarumma - oggi quasi da escludere in verità, anche se Navas è un fedelissimo di Zidane e la questione si proporrà - la prossima estate è quantomeno improbabile che, anche ve ne fosse l'occasione, la Juve ci ripenserebbe nuovamente.






