Dribbling, qualità ma anche sacrificio: Albert Gudmundsson è il trascina-Genoa
Un giocatore a tutto tondo. E' senza dubbio una delle piacevoli conferme di questo inizio di stagione del Genoa. Alberto Gudmundsson è il trascinatore, l'uomo da tenere sempre sotto controllo e capace di tenere in scacco le difese avversarie. Esile di corporatura, rapido palla al piede, è sempre in grado di creare la superiorità numerica. Non a caso l'islandese figlio e nipote d'arte, il nonno ha vestito la maglia del Milan e concluso proprio contro i rossoblu la sua carriera italiana, è primo nella speciale classifica dei dribbling riusciti, ben 19. Un dato importante per un giocatore che sta diventando imprescindibile per mister Alberto Gilardino.
Gol e sacrificio
L'anno scorso trascinatore del Grifone nel volo verso il ritorno in Serie A, in questa stagione ha già lasciato il segno a suon di gol e assist. Una rete nel successo casalingo contro il Modena in Coppa Italia, poi la rete che ha sbloccato il match contro la Roma e la doppietta nel 2-2 in quel di Udine. Qualità ma anche tanto sacrificio. Lo chiedeva il suo tecnico, lo ha accontentato subito l'attaccante che già nel match contro il Lecce, complice l'inferiorità numerica per il rosso a Martin, ha ricoperto praticamente il ruolo di terzino aiutando i compagni di squadra. E anche nella gara contro il Milan, quando doveva reggere il reparto offensivo, lo si è visto anche dalle parti della sua area di rigore.
Gila lo coccola
E il tecnico non può che essere soddisfatto delle sue prestazioni: "Ha estro, spunto, si sacrifica - ha commentato al termine del match di Udine - ha gamba, deve continuare così, secondo me ha margini di miglioramento importanti". Un giocatore che non va ingabbiato in uno schema ma lasciato libero di esprimersi come ha commentato lo stesso Gila dopo il successo sulla Roma: "E' un giocatore a tutto campo. Secondo me non bisogna dargli vincoli ma dargli la possibilità di esprimersi. Quando si accende, quando fa giocate importanti diventa devastante come stasera". E Albert riconosce i meriti del suo tecnico: "E' stato anche un grande giocatore, in una posizione simile alla mia. Mi ha dato tanti consigli, tanti bei suggerimenti su come muovermi negli spazi".






