Due big match persi su due, ora c'è il Bayern. Inter, il derby un altro campanello d'allarme
"Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova". Lo diceva Agatha Christie, che di gialli ne sapeva qualcosa. All'indomani del primo derby (perso) di stagione, l'Inter fa i conti con una classifica che di questi tempi, un anno fa, vedeva i nerazzurri di Inzaghi avere cinque punti in più. Graduatoria a parte, la sconfitta con il Milan è la seconda in altrettanti big match: diversa da quella dell'Olimpico contro la Lazio, ma il bilancio è quello. E anche le coincidenze possono essere un campanello d'allarme.
Gli scontri diretti e il Bayern. A proposito di big match, Handanovic & Co se ne troveranno davanti un altro a stretto giro di posta. In settimana a San Siro sarà di scena il Bayern Monaco, che in Bundesliga ha sì vinto "solo" tre partite su cinque, ma segnando diciassette gol. L'Inter parte da sfavorita, e può recriminare solo contro lo sfortunato sorteggio di Istanbul, ma è il primo crocevia di sei: se Inzaghi vuole provare a passare il girone, gran parte di queste speranze passa dai confronti diretti in casa.
Identità e tenuta difensiva. Il dato dei 17 gol rifilati alle avversarie tedesche dal Bayern, fatta la tara a un campionato molto "allegro", fa il paio con una delle principali incertezze dell'Inter in questo avvio di stagione. Al di là delle due sconfitte, nelle due gare con Lazio e Milan sono stati ben sei le reti al passivo. E anche contro la Cremonese, il risultato maschera fino a un certo punto: ai grigiorossi sono state concesse almeno tre limpide occasioni da gol. Se, con tutto il rispetto, di fronte a Handanovic ci finiscono Leao o Mané e non Dessers o Pickel, il rischio che il risultato sia molto diverso è concreto. A una difesa non proprio a tenuta stagna, s'accompagna l'altro interrogativo: l'Inter di oggi, di ieri sera, non ha certezze. Lo dimostra in campo, con folate improvvise nel bene ma anche nel male. Non tutto è da buttare, qualche risposta positiva - Dzeko, Mkhitaryan, gli stessi Lautaro e Correa tutto sommato - è pure arrivata. Ma in questa stagione si gioca ogni tre giorni e c'è pochissimo tempo per raddrizzare la barra.






