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Due big match persi su due, ora c'è il Bayern. Inter, il derby un altro campanello d'allarme

Due big match persi su due, ora c'è il Bayern. Inter, il derby un altro campanello d'allarme TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
domenica 4 settembre 2022, 08:10Serie A

"Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova". Lo diceva Agatha Christie, che di gialli ne sapeva qualcosa. All'indomani del primo derby (perso) di stagione, l'Inter fa i conti con una classifica che di questi tempi, un anno fa, vedeva i nerazzurri di Inzaghi avere cinque punti in più. Graduatoria a parte, la sconfitta con il Milan è la seconda in altrettanti big match: diversa da quella dell'Olimpico contro la Lazio, ma il bilancio è quello. E anche le coincidenze possono essere un campanello d'allarme.

Gli scontri diretti e il Bayern. A proposito di big match, Handanovic & Co se ne troveranno davanti un altro a stretto giro di posta. In settimana a San Siro sarà di scena il Bayern Monaco, che in Bundesliga ha sì vinto "solo" tre partite su cinque, ma segnando diciassette gol. L'Inter parte da sfavorita, e può recriminare solo contro lo sfortunato sorteggio di Istanbul, ma è il primo crocevia di sei: se Inzaghi vuole provare a passare il girone, gran parte di queste speranze passa dai confronti diretti in casa.

Identità e tenuta difensiva. Il dato dei 17 gol rifilati alle avversarie tedesche dal Bayern, fatta la tara a un campionato molto "allegro", fa il paio con una delle principali incertezze dell'Inter in questo avvio di stagione. Al di là delle due sconfitte, nelle due gare con Lazio e Milan sono stati ben sei le reti al passivo. E anche contro la Cremonese, il risultato maschera fino a un certo punto: ai grigiorossi sono state concesse almeno tre limpide occasioni da gol. Se, con tutto il rispetto, di fronte a Handanovic ci finiscono Leao o Mané e non Dessers o Pickel, il rischio che il risultato sia molto diverso è concreto. A una difesa non proprio a tenuta stagna, s'accompagna l'altro interrogativo: l'Inter di oggi, di ieri sera, non ha certezze. Lo dimostra in campo, con folate improvvise nel bene ma anche nel male. Non tutto è da buttare, qualche risposta positiva - Dzeko, Mkhitaryan, gli stessi Lautaro e Correa tutto sommato - è pure arrivata. Ma in questa stagione si gioca ogni tre giorni e c'è pochissimo tempo per raddrizzare la barra.

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