Due giorni per smaltire l’amarezza, poi vertice Inzaghi-dirigenza: che vuol fare l’Inter da grande?
Orgoglio e amarezza. Più il primo della seconda, ma sono comunque questi i sentimenti predominanti in casa Inter, a due giorni dalla finale di Champions League. Nascono dalla grande prestazione contro il City, squadra marziana che è sembrata normale per merito dei ragazzi di Simone Inzaghi. Ad amplificare entrambi, il fatto che sarebbe bastato pochissimo per l’impensabile. Si rimugina, a tutti i livelli: è inevitabile, inutile far finta che a un certo punto i nerazzurri ci credevano davvero. Si guarda avanti, perché è arrivato il momento di tirare le somme di una stagione folle. E soprattutto di immaginare il futuro.
Vertice in arrivo. Un paio di giorni per far maturare l’orgoglio e sbollire, per quanto possibile, la delusione. Poi, tra viale della Liberazione e Appiano, sarà il turno del summit fra Inzaghi e la dirigenza. La conferma è praticamente scontata, l’ha annunciata urbi et orbi Zhang, il tecnico non ha motivi per metterla in discussione. Il rinnovo è vicino, ma diventa quasi un tema secondario. Perché Inzaghi, Marotta, Ausilio e Baccin dovranno analizzare quello che è successo, mettere tutto sulla bilancia. Le dodici sconfitte, lo scudetto ammirato col binocolo, il poco spazio ai giovani; ma pure il terzo posto, i due titoli, la finale Champions che dà ossigeno alle casse e visibilità al brand. Il tutto in un’annata come nessun’altra, spezzata in due dal mondiale. Più di tutto, bisognerà rispondere alla domanda delle domande
Cosa vuole fare l’Inter da grande? È il tema che sollevò Conte, andato via sbattendo la porta. Inzaghi, nel bene e nel male, è di un’altra pasta. Non è un caso che la sua forza tranquilla sia stata la ricetta per gestire una campagna europea da incorniciare a prescindere da Istanbul. Posto che le questioni legate alla proprietà saranno l’elefante nella stanza, ma non competono direttamente al tecnico, il tema sarà in primo luogo capire cosa chiede la dirigenza al tecnico per il futuro. Come ci si muoverà sul mercato, quali sono i piani per il domani. Da chiarire una volta per tutte, al termine di una stagione in cui non sono mancate incomprensioni, prima della nuova nella quale non si potrà vivere ancora sulle montagne russe: nei risultati, per carità, ma anche nelle valutazioni e nelle riflessioni. Mettere dei punti fermi aiuterà tutti, forse è proprio quello che è mancato quest’anno.






