Maini: "Roma, ora più spazio a Bove e Zalewski. Erano forti già da bambini"
Il momento complicato della Roma visto da Giampiero Maini. L'ex calciatore giallorosso in passato ha anche allenato Bove e Zalewski, due dei giovani che sono saliti alla ribalta negli ultimissimi giorni. "Finora obiettivamente - dice a Tuttomercatoweb.com - la Roma è stata in qualche modo penalizzata, non in malafede, ma tante decisioni arbitrali hanno lasciato molti dubbi, vedi il gol di Zaniolo annullato contro il Genoa. Ma anche da Milano la Roma è uscita con le ossa rotte. Conoscendo Mou, ha sottolineato questo aspetto per provare a distogliere l'attenzione dai problemi veri della Roma soprattutto di personalità e di senso d'appartenenza, che ho visto invece nei ragazzi romani che ho allenato, Bove e Zalewski, cresciuti nel vivaio giallorosso e che hanno appunto un senso di appartenenza diverso dagli altri. Ripartirei da queste certezze e punterei a ritrovare un po' di determinazione e senso di appartenenza".
Mou avrebbe detto a Pairetto: Ti manda la Juve...
"Quella con gli arbitri è una situazione delicata, però la squadra non deve trovare alibi, deve ricompattarsi e venir fuori dal momento delicato anche attraverso il gioco".
Tornando a Bove e Zalewski, già anni fa erano forti?
"Sì, li ho allenati nella Roma quando avevano 12 e 13 anni, li ho avuto per due stagioni. Bove lasciava già intravedere caratteristiche importanti, giocava già con un'intelligenza calcistica superiore alla norma e questo lo contraddistinguerà sempre. Sa stare in campo e per me è già pronto. Zalewski è più talentuoso, può giocare da seconda punta o da esterno ma per la visione di gioco che ha può fare anche il centrocampista. Mou lo impiega da punta o da esterno però può ricoprire tutti i ruoli da metà campo in su".
Darebbe più spazio a loro?
"Sì, occorre pianificare con giovani che hanno voglia di mettersi in mostra e senso di appartenenza. Con Pellegrini, Mancini e Abraham, prendendo poi 3-4 calciatori di personalità si può aprire un ciclo, sempre con Mourinho a patto che si cerchi un percorso tecnico e che si trovi un'identità. Quest'anno si è cambiato tanto il sistema di gioco, anche a causa di infortuni e covid, però un'identità non c'è stata mai".






