Fiorentina, il riscatto di Piatek è più lontano: serve una svolta per andare oltre giugno
Si avvicina la conclusione della stagione e, pur con tutti gli obiettivi ancora in gioco, le varie squadre iniziano già a programmare le mosse sul mercato che sarà. Non fa eccezione la Fiorentina, in questo momento particolarmente concentrata sul risolvere le situazioni dei giocatori che ha in prestito: nessun dubbio su Torreira, per il quale l'unico tentativo di uscire dal seminato sarà la ricerca di uno sconto sui 15 milioni concordati per il riscatto, discorsi differenti per Odriozola, sul quale non c'è alcun riscatto e sarà da capire il margine di manovra col Real Madrid, ma soprattutto Piatek.
Il tema dell'attaccante, soprattutto da quando un peso massimo del mestiere come Vlahovic non c'è più, è trattato con particolare sensibilità e nel caso del polacco ex Genoa e Milan la sensazione è che il potenziale riscatto, anche per lui fissato a 15 milioni di euro, vada sempre più allontanandosi. In squadra, nel ruolo, a gennaio è arrivato (lui sì, a titolo definitivo) anche Cabral e, nelle originarie strategie, era proprio il brasiliano il candidato a riempire momentaneamente il vuoto. L'idea prevalente nei corridoi di viale Fanti è di affiancare al brasiliano un altro profilo e non è un caso che negli ultimi giorni sia tornato in auge Agustin Alvarez, portato in dote dal Sudamerica da Burdisso. A meno di una clamorosa svolta in questo finale di stagione, perciò, le strade sembrano destinate a separarsi a giugno.






