Genoa, Vasquez: "Contro il Milan motivazioni infinite. Ecco perché la Cremonese l'anno scorso"
Lunga intervista a Johan Vasquez, difensore del Genoa, sulle colonne odierne de Il Secolo XIX. Di seguito alcuni dei passaggi principali: "Ho tanta fame e voglio ancora di più, so che non è possibile ma mi piacerebbe partire sempre dall'inizio. Nella vita sono un soldato, se il mister mi dice di fare l'attaccante scendo in campo e gioco. Nel sangue, però, mi sento difensore. Centrale di sinistra nella difesa a tre ma mi va bene anche in mezzo o terzino a quattro. Una volta in carriera credo di aver fatto anche il quinto di centrocampo...".
Com'è stato l'impatto dal Messico all'Italia?
"Due realtà diverse, in Italia il livello di professionalità è molto alto. Il primo anno è stato duro, ma credo di essermi abituato bene".
Perché l'anno scorso ha deciso di andare a Cremona?
"Era l'anno del Mondiale ed era un'opzione importante. È stato un anno difficile ma anche positivo, lì è nata Mia".
Senza Lozano, siete rimasti lei e Ochoa a rappresentare il Messico in Serie A.
"Ci sentiamo spesso. Lozano mi ha spiegato tante cose dell'Italia, mi piacerebbe aprire una porta per i giovani messicani, come sta facendo anche Ochoa".
Gilardino dice di lei che è "una macchina da guerra".
"Il mister mi è piaciuto subito e mi ha dato fiducia. A Genova io e la mia famiglia ci troviamo benissimo, siamo molto contenti".
Sabato al Ferraris arriva il Milan.
"Con le squadre più importanti le motivazioni sono infinite. Il Milan è un club forte, se gli concedi spazio vanno subito in porta. A fare la differenza sarà però l'atteggiamento. Sold out? Magnifico, ho giocato a San Siro e in grandi stadi al Mondiale, in Messico e negli USA, ma il Ferraris quando gioca il Genoa è tra i primi cinque al mondo".






