Gli stadi, la logistica, i recuperi. perché la Supercoppa In Arabia sta scontentando tutti
Il 'Corriere dello Sport' oggi in edicola fa il punto sulla Supercoppa Italiana a quattro squadre che andrà in scena in Arabia Saudita tra il 18 e il 22 gennaio. Cresce il malcontento tra le quattro partecipanti, anche se almeno questa edizione non dovrebbe essere in discussione. A scontentare Napoli, Lazio, Inter e Fiorentina non solo il continuo spostamento delle date, ma anche le infrastrutture. Lo stadio dell'Al-Shabab, individuato per le semifinali, non è adeguato alle varie necessità: ha appena 16mila posti e in Italia sarebbe comparabile a un impianto di Lega Pro. Verrà trattata meglio la Spagna, che gioca tutte le partite nello stadio dell'Al-Nassr, mentre agli italiani quell'impianto verrà destinato solo per la finale. Per quale motivo?
Non ci sarebbero poi impianti di allenamento sufficienti per le quattro squadre e i quattro centri sportivi individuati (Al-Nassr, Al-Hilal, Al-Shabab, Al-Riyadh) non hanno tutti lo stesso standard di qualità e sono parecchio distanti dalle strutture ricettive. Ci sono poi i manti erbosi, ritenuti inaccettabili. Insomma, i club italiani inizialmente attratti dall'offerta economica ora sono scontenti di questa soluzione. E in tutto questo dovrà essere riorganizzato il calendario, altro tema dolente: le quattro partite della 21esima giornata dovrebbero essere rinviate al 13-14 febbraio o al 20-21 febbraio, a seconda di quando Inter, Lazio e Napoli giocheranno l'andata degli ottavi di Champions. Anche in questo caso, i club impegnati in Champions non sono troppo contenti di ritrovarsi con una ulteriore partita a ridosso degli ottavi.






