La Gazzetta dello Sport - Presidenza di Lega: spunta il problema dell'incandidabilità?
La corsa alla presidenza della Lega di Serie A si fa sempre più complicata: oggi dovrebbe essere il giorno della verità, i club si riuniscono, basteranno 11 voti su 20 ma c'è la fondata possibilità che non si arrivi alla fumata bianca e forse neanche al voto. La novità delle ultimissime ore - riporta La Gazzetta dello Sport - riguarda due norme che sbarrerebbero la strada dei due candidati rimasti in lizza: Lorenzo Casini, capo di gabinetto del ministero della Cultura, e Mauro Masi, anche lui con una posizione da verificare come presidente della Consap (la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici).
Incandidabilità? Il decreto legislativo 165/2001 prevede infatti che i dipendenti che negli ultimi tre anni abbiano esercitato "poteri autoritativi e negoziali" per le pubbliche amministrazioni (come il Mibact), "non possono svolgere attività lavorativa o professionale presso i soggetti destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri". Il decreto legislativo 39/2013 aggiunge che "sono considerati dipendenti anche i soggetti titolari di uno degli incarichi con un rapporto di lavoro, subordinato o autonomo". Casini ha collaborato sia all'inserimento della ristrutturazione dello stadio Franchi di Firenze nel Pnrr che come interlocutore della Fiorentina per il nuovo centro sportivo di Bagno a Ripoli. Circostanze che - scrive La Gazzetta dello Sport - consiglierebbero quantomeno un approfondimento presso l'anticorruzione: il tempo necessario ad avere un parere, di fatto, renderebbe sub judice l'elezione.
E gli altri? Dubbi di candidabilità a parte, sembra prevalere l'ipotesi di prendere ulteriore tempo per cercare un nuovo nome, rispetto a puntare sullo stesso Masi, mentre anche Bini Smaghi pare intenzionato a tirarsi fuori dalla contesa. Tempo che corre: la scadenza per l’elezione è fissata al 15 marzo, a rischio di commissariamento. Ma è uno scenario ancora lontano.






