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Il governo britannico prende posizione: "Per i nostri club la Superlega sarà vietata per legge"

Il governo britannico prende posizione: "Per i nostri club la Superlega sarà vietata per legge" TUTTOmercatoWEB
Tommaso Bonan
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Tommaso Bonan
giovedì 21 dicembre 2023, 13:00Serie A

Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea - che ha dato ragione alla società A22 Sports, che cura gli interessi della Superlega, pur non dando alcun via libera a una competizione del genere - si stanno susseguendo in questi minuti le reazioni da tutto il mondo. Tra queste, arriva anche la presa di posizione del governo britannico, con una nota del Dipartimento per la Cultura, i Media e lo Sport, che non lascia spazio a interpretazioni: "Prendiamo atto della decisione della Corte di Giustizia Europea per quanto riguarda la Super League Europea. Il tentativo di creare una competizione separatista è stato un momento decisivo per il calcio inglese ed è stato universalmente condannato dai tifosi, dai club e dal governo. All’epoca abbiamo intrapreso un’azione decisiva avviando la revisione della governance del calcio guidata dai tifosi, che richiedeva la creazione di un nuovo regolatore indipendente per il calcio inglese. A breve presenteremo una legislazione che renda tutto ciò una realtà e impedirà ai club di partecipare a competizioni separatiste simili in futuro".

Dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che ha aperto indirettamente alla nascita della Superlega, l'A22 Sports Management ha presentato il suo nuovo progetto calcistico internazionale: si tratta di un torneo da 64 club, divisi in tre leghe (Star, Gold e Blue), con meccanismo di promozione e retrocessione tra le differenti divisioni. Nel primo anno della competizione, inoltre, le squadre partecipanti saranno selezionate in base a un indice con criteri trasparenti e basati sulle loro prestazioni.

La sentenza della Corte di Giustizia UE
"Le regole FIFA e UEFA subordinano alla loro previa approvazione qualsiasi nuovo progetto calcistico interclub, come ad esempio la Super League e il divieto ai club e ai giocatori di giocare in quelle competizioni sono illegali. Non c'è quadro normativo FIFA e UEFA che garantisca che siano trasparenti, oggettive, non discriminatorie e proporzionate. Allo stesso modo, le norme che conferiscono alla FIFA e alla UEFA il controllo esclusivo sullo sfruttamento commerciale dei diritti connessi a tali concorsi sono tali da restringere la concorrenza, data la loro importanza per i media, i consumatori e telespettatori nell’Unione europea.

La Corte rileva che l'organizzazione di competizioni calcistiche interclub e lo sfruttamento dei diritti media sono, evidentemente, attività economiche. Devono quindi rispettare le regole della concorrenza e rispettare le libertà di movimento, anche se l'esercizio economico dello sport presenta alcune specificità caratteristiche, quali l'esistenza di associazioni dotate di determinati poteri di regolamentazione e controllo e il potere di farlo imporre sanzioni. La Corte rileva inoltre che, parallelamente a tali competenze, anche la FIFA e l'UEFA organizzano competizioni calcistiche.

La Corte ritiene poi che, qualora un'impresa in posizione dominante abbia il potere di determinare le condizioni alle quali le imprese potenzialmente concorrenti possono accedere al mercato, tale potere deve, date le rischio di conflitto di interessi che ne deriva, essere sottoposto a criteri idonei ad assicurarne la sussistenza siano trasparenti, oggettivi, non discriminatori e proporzionati. Tuttavia, i poteri della FIFA e della UEFA lo sono non soggetto a tali criteri. La FIFA e la UEFA stanno quindi abusando di una posizione dominante. Inoltre, data la loro natura arbitraria, le loro norme in materia di approvazione, controllo e sanzioni devono essere ritenute valide restrizioni ingiustificate alla libera prestazione dei servizi".

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