Il Torino preoccupa, Juric e la società hanno sei giorni per sistemarlo
“Cornuti e mazziati”, verrebbe da dire dopo il tracollo di San Siro. Perché oltre alle difficoltà, palesi, dei granata, si è messo di mezzo anche l’arbitro Mariani concedendo due rigori particolarmente generosi al Milan. “Dopo una partita così non mi va di parlare di episodi arbitrali” ha chiuso la questione Ivan Juric, senza fare polemica. E alla fine ha ragione lui, perché dopo il 4-1 contro i rossoneri ci sono tante altre cose sulle quali riflettere. “Dobbiamo ragionare bene e prendere le decisioni giuste” ha ancora aggiunto il croato, con la sua squadra che è stata sovrastata sotto tutti i punti di vista. Se il Milan è sembrato ingiocabile, il suo Toro comincia a preoccupare seriamente: anche contro il Cagliari, infatti, si è vista una squadra che ha fatto passi indietro incredibili rispetto alla scorsa stagione. E’ molto più prevedibile, è molto più indietro fisicamente, è molto meno tosta: aspetti, questi, sui quali Juric dovrà inevitabilmente lavorare durante la settimana che porta già a una sfida spartiacque come quella contro il Genoa.
E se il tecnico si dedicherà al campo, in società dovranno pensare a rinforzare questa squadra. E’ la stessa dell’anno scorso senza Miranchuk e con Bellanova al posto di Singo, quindi sembra impossibile fare il salto di qualità con gli stessi identici uomini. E, anzi, in questo momento nessuno sta rendendo oltre le aspettative, come aveva fatto nella stagione scorsa. Servono rinforzi sulla trequarti e in attacco, a maggior ragione adesso che si è fermato pure Sanabria: il suo problema muscolare è tutto da valutare, ma in ogni caso il peso offensivo della squadra è praticamente nullo. Tre tiri in porta in due partite devono far riflettere non solo Juric, ma anche il presidente Cairo e il direttore tecnico Vagnati. Da oggi a venerdì ci sono a disposizione sei giorni per provare a riprendere la strada giusta, anche con i rinforzi che ancora mancano a questa squadra.






