Ilic: "Al Torino sapevo che sarei potuto crescere tanto. Juric vuole il meglio per i giocatori"
"Quando ero bambino giocavo con gli amici e con mio fratello, abbiamo fatto tennis, calcio, pallacanestro. C’era un ragazzo, quando avevo 11-12 anni, che mi chiese di provare a giocare a pallone. Ho cominciato così, ora sono qui. Pratico anche il basket, ma il calcio mi piace di più e giocavo tutti i giorni". Parole di Ivan Ilic, centrocampista granata, ai microfoni di Torino Channel: "La miglior caratteristica? Secondo me i passaggi. Mi piacciono quelli forti, è un qualcosa che so di avere. Il talento esiste, ma se vuoi essere un grande calciatore devi lavorare tanto. Ora mi alleno tanto su tutto, ogni giorno si possono imparare nuove cose ed è un concetto che penso sempre.
A 14 anni alla Stella Rossa. "E’ una grande squadra in Serbia, tutti i ragazzi che iniziano a giocare a calcio e a basket sognano di arrivare in questo club. E’ un sogno anche solo vedere quello stadio. Ho esordito a 16 anni e 15 giorni, sono stato il più giovane esordiente di sempre. Il record durava da quasi quarant’anni".
Poi il Manchester City. "E’ stato difficile, ero un ragazzino che voleva solo giocare a calcio. Sono andato anche in Olanda con mio fratello, giocavamo insieme ma è stato difficile cambiare paese. E’ stata comunque una bella esperienza".
Chi è il tuo idolo? "Ne ho cambiati tanti, Ronaldinho per me è sempre stato un grande calciatore. Era sempre quando giocava, per me era la cosa più incredibile".
A 19 anni in Italia: che impressione ti ha fatto il nostro paese? "Cambiare paese è sempre difficile. Sono stato fortunato, a Verona c’era il mio amico Lazovic che mi ha aiutato. Ho studiato italiano per quattro anni a scuola ma non l’ho mai imparato bene, anche se qualcosa lo capivo".
Come ti trovi a Torino? "Bene, sono contento. Mi piace molto, vivo proprio in centro. La mia fidanzata sta in Serbia, non viene a trovarmi perché ha i suoi lavori e i suoi studi. La mia famiglia ogni tanto viene, mia mamma è qui in questi giorni e mi cucina di tutto. Si mangia bene. Quello che prepara lei, è tutto buono. Rimarrà ancora per tre settimane, poi arriverà anche mio padre".
Il rapporto con Juric. "E’ una persona che vive il calcio, si vede tutti i giorni. Ci vuole tutto per lui, vuole che cresciamo e vuole il meglio per noi calciatori. Si vuole sempre un mister che ti aiuti, un calciatore spera di avere fiducia nel tecnico e di imparare cose nuove e crescere".
La rosa del Toro è molto giovane. "Sono venuto qui perché sapevo che posso crescere tanto, si può davvero migliorare anche con un mister che crede tanto nei più giovani".
Hai sentito qualche compagno per chiedere di Toro? "Parlavo con Radonjic, mi diceva di venire qui per giocare insieme e fare le battaglie fianco a fianco. E’ bello quando c’è qualcuno che conosci da tanto tempo come Rado o come Vanja".
Cosa significa la maglia della Serbia? "E’ tutto. Quando inizi a praticare uno sport, l’obiettivo è arrivare in Nazionale. Mondiale? E’ stata una situazione incredibile, vedere tutte queste squadre contro le quali abbiamo giocato e i campioni affrontati. E’ stata un’esperienza bellissima, speriamo che il ct mi chiami anche per giugno".
Che club è il Torino? "Mi piace tutto, dalla città ai tifosi allo stadio. Fa effetto allenarsi in mezzo alla città, a Verona bisognava fare un po’ di strada: quando è tutto in città diventa più facile ed è meglio".






