Inter, c'è chi non riposa: Mkhitaryan avvicina Sommer per minuti in stagione
C'è chi riposa e chi decisamente no. L'Inter capolista scende in campo a Lecce con una formazione ampiamente rimaneggiata. Sono ben sette i cambi decisi da Simone Inzaghi rispetto all'undici di partenza che ha battuto l'Atlético Madrid pochi giorni fa in Champions. Assenze forzate quelle di Sommer e Acerbi, oltre a Cuadrado e Sensi, il resto l'ha fatto il turnover.
L'infaticabile a centrocampo. In mediana, restano in panchina, almeno dall'inizio, sia Nicolò Barella che Hakan Calhanoglu. Il turco non è al top e sarà sostituito da Asllani, per il primo si tratta di un semplice cambio di gestione con Davide Frattesi - che peraltro con la presenza di oggi diventerà ufficialmente un giocatore nerazzurro, scatta l'obbligo di riscatto pattuito col Sassuolo - che partirà da titolare. L'escluso? Hakan Mkhitaryan, sempre e comunque titolare.
Rincorsa a Sommer. L'armeno continuerà così a essere il giocatore di movimento più impiegato da Inzaghi in questa stagione. Prima del fischio d'inizio di Lecce-Inter, sono ben 2.555 i minuti giocati fin qui da Mkhitaryan, che avvicinerà ma difficilmente potrà mai raggiungere Sommer - quasi a 2.900' in campo - ma stacca ulteriormente i compagni di reparto. L'ex Roma è partito dalla panchina soltanto in una gara di campionato, quella poi vinta 4-0 a Salerno grazie al suo ingresso e soprattutto a quello di Lautaro Martinez. Altro insostituibile: con la gara di oggi, anche l'argentino sfonderà il muro dei 2.500 giocati considerando tutte le competizioni. E forse proprio dall'Arechi il tecnico interista ha portato dietro una lezione: tutti si possono toccare, ma quei due no.






