Italia, l'era Maldini ha inizio: attenzione al vivaio, caccia al CT e modello club per la Figc
Paolo Maldini parte subito con un doppio incarico e una lista fitta di priorità, a cominciare dalla scelta del nuovo commissario tecnico, sulla quale lui e Leonardo potrebbero non seguire i nomi più discussi finora, Conte e Mancini. La vera novità però è strutturale: per la prima volta il ruolo di presidente del Club Italia - oltre che direttore tecnico della Nazionale - si separa da quello di numero uno della Federcalcio, scelta voluta da Malagò dopo i risultati deludenti della Nazionale maggiore.
Sul piano statutario le decisioni sui ct restano al presidente federale, ma nella pratica saranno condivise con figure tecniche come Maldini e Leonardo, sviluppando un'idea già avviata da Gravina nel 2024 con la sua commissione tecnica. Lo riferisce La Gazzetta dello Sport.
Il doppio ruolo serve a evitare sovrapposizioni e a sfruttare le competenze di Maldini: Malagò vuole per la Nazionale una struttura simile a quella di un club, con un presidente che sovrintende tutto e un direttore tecnico che gestisce ciò che ruota attorno alla prima squadra. Insieme a Malagò e Leonardo, Maldini ridefinirà i commissari tecnici di tutte le rappresentative, partendo dall'analisi dello stato attuale senza voler stravolgere quanto già esiste.
Grande attenzione andrà al settore giovanile, priorità condivisa da Malagò, che guarda al Mondiale 2030 passando per l'Europeo e punta a riportare l'Under 21 alle Olimpiadi dopo quattro mancate qualificazioni. Il nuovo dt dovrà sciogliere nodi contrattuali e scegliere i collaboratori, con Maurizio Viscidi probabile punto di riferimento nell'immediato. Maldini e Leonardo saranno spesso a Coverciano, senza sede fissa ma liberi di muoversi per capire e migliorare la situazione. Ascoltando anche calciatori e allenatori. Un impegno enorme, affrontato con un obiettivo chiaro.






