Juve, è Arthur la chiave per superare il Villarreal. E le sue capacità esaltano anche Locatelli
Mille giorni più tardi dall’ultima volta la Juventus si gioca la possibilità di rientrare tra le migliori otto della Champions League e inserirsi nella lotteria che porterà alla vittoria finale della manifestazione. Questa sera l’Allianz Stadium, gremito, per quanto ancora consentito (75% della capienza totale), in ogni ordine di posto, ospiterà il ritorno degli ottavi di finale della massima competizione europea fra la Juventus di Massimiliano Allegri e il Villarreal di Unai Emery. “La partita più importante della stagione? Lo è della Champions, - ha risposto Allegri in conferenza stampa, - se vinciamo andiamo ai quarti. È la gara più importante della Champions, è una partita vera contro una squadra con grandi qualità”. E una chiave, se non la chiave per aprire le porte del sottomarino giallo può essere la conoscenza calcistica di Arthur.
Arthur la chiave per la gestione di tempo, momenti e pallone.
A fine 2021 e inizio 2022 il destino di Arthur sembrava destinato a separarsi da quello della Juventus. Poco infatti lo spazio trovato dal brasiliano, che aveva nel mirino il ritorno in Nazionale per scalare gerarchie in vista del mondiale, nelle idee di Allegri. Poi però qualche acciacco nel reparto mediano e la cessione, economicamente nell’immediato più remunerativa, di Bentancur hanno riscritto la storia. La necessità di ruotare ha imposto un utilizzo massiccio dell’ex Barça che ha rovesciato le sorti del centrocampo bianconero. Titolare in dodici occasioni in stagione (una sola sconfitta), dal primo minuto nelle ultime quattro gare giocate da Madama che hanno combaciato con quattro successi. Non un dato casuale: Allegri ha iniziato a fidarsi di Arthur che dal canto suo si è avvicinato, e si sta avvicinando sempre più, alle richieste, in quel ruolo specifico, del tecnico livornese. Questa sera, dopo la panchina iniziale dell’andata, la sua gestione del pallone, la sua sicurezza, la sua conoscenza calcistica può essere la chiave per non andare in affanno e per innescare i compagni con tempi e modi più adatti.
E anche Locatelli beneficia della presenza del brasiliano.
Chi conosce bene le difficoltà nel ricoprire quella posizione in campo nell’idea di calcio di Allegri è sicuramente Manuel Locatelli che, del ruolo, ne è stato titolare per larghi tratti di stagione. Non a caso l’ex Sassuolo, considerato da Allegri fino a poco fa alternativo al brasiliano, spesso e volentieri quando in campo assieme a Arthur si posiziona nella maniera migliore possibile per duettare e sviluppare la manovra. E la presenza del classe 1996, contemporaneamente, aiuta così Locatelli ha dare sfogo a quelle che sono le sue innate capacità di aggressione dell’area di rigore e, come successo a Genova sabato, rifinitura. “Sono felice di come sta facendo la squadra in generale, - ha raccontato Locatelli, - in questa posizione riesco ad attaccare meglio gli spazi e giochiamo meglio. Arthur? Ci siamo trovati sin dall'inizio. Ci avevo giocato contro con il Milan in una tournée e mi aveva impressionato, è bravo e lo stimo”. Feeling in crescita con la Juve che si augura che questa sera possano risultare la coppia vincente.






