Juve in Champions, ora vedremo la mano di Giuntoli: rosa più larga, più giovane, più sostenibile
La Champions League conquistata è la prima pietra su cui fondare la Juventus di Cristiano Giuntoli. La prima vera. Il direttore sportivo bianconero è arrivato a Torino la scorsa estate, in corso d'opera. Le prime operazioni furono condotte da Manna, l'annuncio ufficiale dell'accordo con l'ex Napoli è datato 7 luglio, quando per programmare il mercato, di solito, è ormai tardi. Da lì in poi, peraltro, la Vecchia Signora non ha portato a termine altre operazioni, e anche il mercato di gennaio ha previsto al massimo - Djalò e Alcaraz - operazioni di maquillage.
La firma di Giuntoli, in sostanza, deve ancora arrivare. Artefice del Napoli scudetto, il dirigente è approdato alla corte di Elkann per cambiare corso. Più giovani, più sostenibilità, una rinnovata capacità di competere dopo quattro stagioni senza centrare lo scudetto. Dalla Champions, dai soldi che porta in cassa, si parte: insieme a quelli del Mondiale per Club, che garantisce introiti e genera responsabilità. Perché la prossima stagione sarà la più lunga nella storia del calcio, e anche questo è un tema.
Rivoluzione e ampliamento. Con la sostenibilità, sono i tre mantra che realisticamente Giuntoli inseguirà in estate. A margine il discorso legato a Massimiliano Allegri: tre anni nel complesso deludenti indicano la direzione più probabile, ma adesso l'attenzione è tutta rivolta alla finale di Coppa Italia e poi si deciderà il futuro. Al netto di meriti e demeriti dell'allenatore, però, l'estate servirà a Giuntoli per farsi assomigliare un po' di più la squadra.
In diversi andranno via: certa la partenza di Alex Sandro, molto complicato il riscatto dello stesso Alcaraz. Rugani e Rabiot sono gli altri due giocatori in scadenza: il primo è vicino a prolungare, il secondo non ancora e questo fa immaginare che l'addio sia possibile. Gli altri probabili partenti sono Milik e Kean per quanto riguarda l'attacco, Kostic e Iling Jr sulle fasce, Miretti potrebbe andare in prestito e con lui Nicolussi Caviglia. Nel caso di Pogba tutto dipende dalle sentenze, ma è un altro che a luglio scorso c'era e a luglio prossimo no. McKennie e Bremer soprattutto sono in odore: la Juve le ascolterà tutte, per il brasiliano dovranno avvicinarsi all'irrinunciabilità ma la conferma non è assicurata. Chiesa e Vlahovic sono i due nodi da sciogliere: la sensazione è che il potenziale rinnovo del primo sia legato soprattutto a una questione tecnico-tattica, all'allenatore che sarà; il secondo dovrebbe spalmarsi l'ingaggio, che dalla prossima stagione diventerà insostenibile bilancio alla mano.
Sfoltita, la rosa andrà pure allungata. Non è un'opinione, ma una necessità: dopo campionato e Champions ci sarà il mondiale per club, poi di nuovo la stagione regolare, infine i mondiali del 2026 e ancora campionato, in un ciclo estenuante. Juventus e Inter, le due squadre coinvolte nella nuova manifestazione FIFA, dovranno dotarsi di un roster di giocatori che possa reggere questi impegni. Alcuni profili, per i bianconeri, circolano: Di Gregorio per la porta, Calafiori in difesa. In attacco piace Gudmundsson. Se andranno via in 10, dovranno essere sostituiti da 13-14 elementi. E sarà il primo vero banco di prova della nuova sfida targata Giuntoli.






