L'Hellas e il futuro di Ilic: a gennaio l'ultima occasione per monetizzare al massimo il suo addio?
Il futuro di Ivan Ilic è un piccolo rebus. Perché se è vero che il serbo rappresenta il miglior asset del Verona per futuribilità e quotazione di mercato, è altrettanto innegabile che monetizzare al massimo la sua partenza - passaggio destinato a compiersi, prima o poi - sia tutto fuorché scontato.
Prima parte di stagione con il freno a mano tirato
Il primo elemento del quale tenere conto sono le condizioni fisiche dell'ex City, rimasto a lungo ai box negli ultimi mesi, tanto da collezionare appena sette presenze in campionato. Ivan ha recuperato in tempo per prendere parte alla spedizione serba in Qatar, ma la precarietà del suo stato di forma gli ha impedito di essere protagonista, come certificato dai soli 33' raggranellati al Mondiale. La vetrina che l'Hellas auspicava non ha messo in mostra l'indiscutibile talento di Ivan, se non per un baleno.
Quale può essere il momento migliore per lasciarlo partire?
La domanda è fondata, così come i dubbi ad essa correlati. Il Verona valuta il classe 2002 più di 20 milioni: il prezzo è in linea con i parametri del mercato internazionale, ma venderlo ad un prezzo adeguato a gennaio, per i motivi di cui sopra, potrebbe essere più complicato del previsto. Al contempo, col rischio retrocessione che incombe, la possibilità di un deprezzamento in estate è concreta. Che fare, dunque? La linea che filtra è la stessa degli ultimi mesi: di fronte alla giusta offerta, Ilic può partire anche a metà stagione. Occorre però che qualcuno rompa gli indugi: la Lazio può presentare un'offerta dopo l'eventuale addio di Luis Alberto, il PSG e alcuni club spagnoli avevano preso informazioni nei mesi scorsi, senza sottovalutare le sirene dalla Premier.






