L'Italia nella casa di Jorge Mendes. Dove giocano più portoghesi che inglesi
Entri nello stadio del Wolverhampton, dove stasera l'Italia sfiderà l'Inghilterra, e ti accorgi subito della presenza di Jorge Mendes. Uno degli executive boxes del Molineux Stadium è della sua Gestifute, la società che da anni - grossomodo da quando il gruppo d'investimento cinese Fosun International ha rilevato il club - gestisce il mercato dei Wanderers.
Tutto nasce con l'inizio del nuovo progetto tecnico. Prima del fallimentare trasferimento al Tottenham, Nuno Espírito Santo fu il grande artefice del ritorno dei wolves in Premier League e della successiva consacrazione di questa piccola e ricca realtà nel campionato più bello del mondo. Fu Mendes a portarlo dopo aver stretto rapporti solidissimi con la nuova proprietà, con Mendes negli anni ha costruito una squadra che - a conti fatti - è più portoghese che inglese.
Quanto incida Mendes sul mercato del Wolverhampton lo si può capire dalle campagne trasferimenti della stagione 2021/22. Per commissioni, i wolves hanno speso quasi 12 milioni di sterline e la maggior parte delle operazioni sono state pensate e costruite proprio con la Gestifute, quasi sempre l'unico interlocutore della proprietà. Dei cinque trasferimenti più importanti definiti nell'ultima stagione, tre portano la firma del potente agente portoghese: José Sa, Rayan Aït-Nouri e il prestito di Francisco Trincão. Ma anche sulle uscite, i wolves di fatto si sono affidati a lui: Rui Patricio alla Roma, Rafa Mir al Siviglia e Adama Traoré al Barcellona sono operazioni griffate Mendes.
Il risultato è una vera e propria colonia portoghese nelle West Midlands inglesi, in una piccola città non troppo distante da Birmingham. Nell'ultima stagione ben 10 calciatori portoghesi hanno giocato almeno un minuto in Premier League con la maglia del Wolvehampton. Il doppio degli inglesi, veramente rappresentati in questo club solamente da due difensori: dal capitano e nazionale Conor Coady e dal classe '97 Max Kilman.






