La Roma si salva nel recupero: un rigore vale l'1-1 alla Dacia Arena. L'Udinese meritava di più
Finisce 1-1 la partita della Dacia Arena tra Udinese e Roma.
L’Udinese comincia forte, la Roma no
Ti aspetti una Roma subito all’assalto della partita e invece è l’Udinese a iniziare decisamente meglio. Il primo quarto d’ora è di assalto al fortino da parte dei friulani, premiati al quarto tentativo, il più complicato tra tutti: dopo l’amichevole zuccata di Mari, lo scavino fuori misura di Pereyra e il destro di Molina, ribattuto da Rui Patricio, è proprio quest’ultimo a trovare gloria: nulla può stavolta il portiere ospite sul bolide mancino del minuto quindici. La reazione della Roma, fino a quel momento presente solo con Abraham e un suo destro masticato, arriva soltanto quando si scavalla la mezz’ora e si materializza inizialmente in un destro da lontanissimo di Oliveira parato da Silvestri. Azione generata da un errore di Pereyra in uscita e non dalla bontà della trama romanista. Un motivetto dominante in tutto il primo tempo: è allora l’Udinese ad andare più vicina al bis di quanto non faccia la Roma col pareggio, e solamente i guantoni di Rui Patricio, in abbinato alla testa, ai legni e a una buona dose di fortuna, ad impedire che al rientro negli spogliatoi per l’intervallo il punteggio sia sul 2-0.
Un episodio nel recupero salva Mourinho
Logico pensare ad un’Udinese meno sbarazzina nell’approccio alla ripresa ed in effetti è così. La squadra di Cioffi cala i ritmi e diminuisce la pressione offensiva, ma non quella senza palla. Con una Roma in difficoltà di fatto perenni, è dunque dell’Udinese anche la prima chance del secondo tempo, un destro di poco largo di Makengo versione box-to-box. A metà ripresa ancora non vi sono tracce significative di giallorosso e Mourinho, che già a fine primo tempo aveva inserito El Shaarawy, butta dentro pure Afena-Gyan e Shomurodov. Sono proprio loro due a procurare il tiro più pericoloso fin lì, tempo pochi secondi: l’uzbeko accelera e allarga la difesa friulana, il ghanese calcia forte da lontano e per poco non spolvera l’incrocio. La Roma prende coraggio e a un quarto d’ora dal novantesimo per poco non trova il pari dopo una caotica serie di battute nate dall’invito di Pellegrini per El Shaarawy: nessuno dei tiri arriva in porta. Nella caotica reazione giallorossa, le energie si sprecano e gli schemi saltano: così succede che il finale, nonostante risultato ed inerzia del momento, sia di marca bianconera. Serve Rui Patricio due volte per evitare il peggio, prima su un tiro-cross di Pussetto e poi su un tentativo ben più complesso del neo-entrato Samardzic. Quando tutto sembra perduto, è un rigore a venire in soccorso di Mourinho: Becao tocca con la mano il pallone spostato da Shomurodov in area, e secondo l’arbitro Di Bello è rigore. Capitan Pellegrini si incarica di battere, realizzando il gol che vale l’1-1 conclusivo, un punteggio che probabilmente va tanto stretto ai padroni di casa quanto largo ai giallorossi, per come si erano messe le cose.






