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Lazio, il trionfo del Gattopardismo: cambia mezza squadra, ma nulla è cambiato

Lazio, il trionfo del Gattopardismo: cambia mezza squadra, ma nulla è cambiato TUTTOmercatoWEB
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Lorenzo Beccarisi
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Lorenzo Beccarisi
sabato 31 agosto 2024, 06:30Serie A

Ci si aspettava una Lazio protagonista nell’ultimo giorno di mercato e così, invece, non è stato. La giornata si è aperta con lo sbarco nella notte di Samuel Gigot, nuovo difensore centrale classe ’93 arrivato per sostituire Casale, classe ’98, finito in prestito a Bologna. Si è proseguito con la telenovela Folorunsho, nome corteggiato ma mai realmente inseguito visto che la Lazio non si è mai avvicinata alle condizioni necessarie per prenderlo. L’uscita di Cataldi in prestito con diritto di riscatto alla Fiorentina ha fatto pensare a un’operazione a centrocampo, l’idea di scambio Faraoni-Akpa poteva liberare un posto in lista con l’esterno del Verona che avrebbe preso, da prodotto del settore giovanile, il posto nelle rotazioni di Hysaj, che a sua volta avrebbe liberato un posto nella lista over. E invece il Gattopardismo laziale si conferma più vivo che mai, tutto è cambiato per non cambiare. L’unica cosa cambiata è il dato sull’età media, con la Lazio che passa dall’essere la seconda alla quinta rosa più “anziana” della Serie A.

Gli interrogativi di fine mercato

La Lazio ha ringiovanito la rosa? Si, eppure incredibilmente si è ritrovata ad avere un problema con le liste per i troppi over 23 in rosa. Su sette acquisti arrivati in estate, solo Tchaouna è un under 23, gli altri tutti over “giovani” utili ad abbassare l’età media, ma non a risolvere la questione lista. Le porte girevoli in difesa con Casale (classe ’98, prodotto del settore giovanile italiano) ceduto e l’arrivo di Gigot (classe ’93, cresciuto all’estero) cozza chiaramente con la strategia di ringiovanimento rosa. Le idee Folorunsho e Faraoni erano quasi più funzionali per la lista che per le esigenze tattiche di Baroni, dimostrando così l’importanza di quei pochi (pochissimi) prodotti del settore giovanile. Il campo ha evidenziato lacune a centrocampo e la necessità di avere un giocatore capace di dettare il ritmo. Come si è chiuso il mercato? Con la cessione di Cataldi, l’unico prodotto del settore giovanile tra i giocatori di movimento e uno dei due centrocampisti con Rovella in grado di prendersi responsabilità in regia. E allora che rivoluzione sia. È cambiato tutto a Formello. Alla fine però, come insegna il Gattopardo, non è cambiato nulla.

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