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Lazio, rottura col passato: dai tanti addii al “nuovo” capitano

Lazio, rottura col passato: dai tanti addii al “nuovo” capitano TUTTOmercatoWEB
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Lorenzo Beccarisi
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Lorenzo Beccarisi
lunedì 29 luglio 2024, 07:15Serie A

Un taglio netto col passato. È questo il tema centrale dell’estate biancoceleste, che a tre settimane dall’inizio del campionato, sta prendendo sempre più forma. Lo ha fatto a maggior ragione sabato dopo il netto 3-0 in Germania contro l’Hansa Rostock. La prima sfida in uno stadio vero dopo le tre amichevoli allo Zandegiacomo di Auronzo di Cadore. La prima sfida dove effettivamente si può parlare di Lazio di Marco Baroni. A Rostock si è vista una Lazio ancora in fase di costruzione, ma con delle idee piuttosto chiare.

La ricerca quasi spasmodica del cambio di gioco per avere più ampiezza possibile e sfruttare gli inserimenti dei centrocampisti, una forte aggressione sul pallone anche a costo di concedere qualche spazio in ripartenza. Soprattutto, si sono viste quelle che sono le nuove gerarchie rispetto al passato. E se qualcuno aveva ancora dei dubbi, la sfida di sabato li ha tolti tutti. La Lazio del passato, quella di Inzaghi prima e Sarri poi, quella capace di di centrare due volte la Champions con Immobile, Luis Alberto, Milinkovic e compagni, non esiste più. Un passato che ormai se n’è andato e con cui la società ha deciso di chiudere in maniera anche piuttosto netta. Lo certifica anche la decisione del nuovo capitano, Mattia Zaccagni, che di sicuro non è passata inosservata.

La rottura con Cataldi

Si può parlare eccome di rottura con Danilo Cataldi, visto che era lui il designato a diventare capitano. Lo era per le gerarchie dello scorso anno, lo era nell’ottica del gruppo come dimostrano le parole di Marusic e Provedel nel ritiro di Auronzo di Cadore. Lo era anche nella testa dello stesso Cataldi, che ora si sente sempre più escluso dal progetto tanto che starebbe seriamente valutando l’addio. Con l’eventuale partenza di Cataldi verrebbe meno il giocatore che veste questa maglia da più anni (era il gennaio 2015 quando Stefano Pioli lo fece entrare contro il Napoli). Da quel momento nove anni intervallati dai due prestiti a Benevento e Genova, prima di quello che potrebbe diventare l’addio definitivo quest’estate. Su Cataldi da inizio mercato ci sono stati dei timidi sondaggi di Torino e Monza, da capire se potranno tornare alla carica per il classe ’94. Scavalcato nella gerarchia da Zaccagni e messo in disparte dalla società, che ha fatto capire ancora una volta come il passato, in casa Lazio, sia stato accantonato.

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