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Malagò: "Serve una rivoluzione culturale? Euro 2032? Saremo pronti"

Malagò: "Serve una rivoluzione culturale? Euro 2032? Saremo pronti" TUTTOmercatoWEB
© foto di Insidefoto/Image Sport
Alessandra Stefanelli
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Alessandra Stefanelli
Oggi alle 08:41Serie A
"I club di Serie A volevano Conte? Non tutti, a dire la verità. Ma la maggioranza sì, è vero, volevano che scegliessimo Antonio", ha ammesso

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Giovanni Malagò fa il punto anche sulle prospettive del calcio italiano da qui ai prossimi 6 anni: "I club di Serie A volevano Conte? Non tutti, a dire la verità. Ma la maggioranza sì, è vero, volevano che scegliessimo Antonio".

La sua scelta finale si può leggere come la volontà di segnare un confine indipendente?
"Si deve leggere come ho detto: Mancini è il ct giusto. Ma fatemi ringraziare Conte, per le parole che ha sempre detto, per l’atteggiamento di chi vuole il bene della Nazionale: noi non lo abbiamo mai contattato".

Cinquanta giorni e un bel rompicapo con giravolte improvvise e imprevedibili. Alla fine chi l’ha fatta la brutta figura?
"Si riferisce all’uscita del ministro Abodi? Con Andrea ci siamo parlati dopo queste uscite: guardare avanti è la nostra, comune, intenzione, valorizzare gli aspetti che ci vedono lavorare fianco a fianco".

Quel "Malagò è come il Marchese del Grillo...", non l’ha ferita?
"Non sono tipo che si mette a replicare ad ogni cosa... io e Abodi dobbiamo pensare a questioni di sistema".

Gli obiettivi azzurri

A proposito di sistema. A che punto saremo dopo i primi 100 giorni quando un cronoprogramma, di solito, annuncia gli obiettivi?
"Non dobbiamo dimenticarci che questa nuova governance è partita a metà legislatura e in un mese, quello di fine giugno, troppo a ridosso dell’inizio della stagione: prassi vuole che si vada al voto tra gennaio e febbraio...".

Come si concilia l’orizzonte temporale di sei anni, da lei annunciato, con i risultati del campo?
"Con quanto detto all’inizio di questa chiacchierata: si torna alla rivoluzione culturale, che non significa non dare peso a ciò che ci aspetta, a cominciare dalla Nations League di fine settembre, ma, allo stesso tempo, dobbiamo rivolgere lo sguardo alla base, ai giovani che rappresentano il futuro. So che davanti abbiamo l’Europeo 2028, il Mondiale 2030 e l’Europeo 2032, ma so anche che dall’eliminazione con la Bosnia ad oggi non sono sbocciati dei fenomeni a cui pensare".

Euro 2032... noi e la Turchia paesi organizzatori, i turchi con gli stadi pronti, noi solo con l’Allianz Stadium in regola con tutti i parametri richiesti.
"Non sono preoccupato, ma sono uno di quelli che non vuole perdere nemmeno un secondo, che vuole stare sempre sul pezzo. Non lo perderemo grazie alla collaborazione di tutti i soggetti in campo".

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