Marani critica i club: "A Palermo nessun presidente di A presente. Spaccatura fa male a tutti"
Matteo Marani ai microfoni di Sky Sport ha analizzato la spaccatura che c'è fra la FIGC e i club, spiegando che a suo modo di vedere questa è alla base del fallimento di Palermo: “Sono i club che fanno forte la Nazionale, che però valorizza e fa crescere ulteriormente i giocatori e il loro valore. Sono convinto che senza la vittoria dell’Europeo non penso che Insigne sarebbe finito in Canada a quelle cifre, un po' come successe alla Juve post Mondiale 2006 con le cessioni di Zambrotta e Cannavaro. I club devono fare di più, si può ragionare sulle soluzioni e l’idea di fare come la Bundesliga potrebbe essere seguita trovando anche le giuste misure a livello giuslavoristico. Ma se lo hanno fatto in Germania possiamo farlo anche da noi. Poi serve una volontà politica, non quella partitica, per sostenere il movimento azzurro da parte dei club che devono pensare non al proprio interesse, ma a tutto il movimento.
A Palermo non c’erano i presidenti dei club sugli spalti ed era la partita in cui ti giocavi il quadriennio. La spaccatura fra club e Nazionale è uno dei grandi problemi alla base del fallimento che abbiamo vissuto in questi giorni. Se la Nazionale non deve aver più alcun valore prendiamone atto, ma non lamentiamoci dei fallimenti. Quello che mi disturba è che a giugno-luglio si indossa tutti la maglia azzurra, club compresi, poi otto mesi, siccome i club pensano a se stessi e il campionato conta di più, partono i processi, la Nazionale è indegna e tutti devono andare a casa, Mi piacerebbe più razionalità".






