Napoli, un anno dopo la strategia è all'opposto: l'attendismo sul mercato dopo il flop 2025
Un anno fa, di questi tempi, il Napoli aveva già rivoluzionato il proprio mercato. Oltre 120 milioni di euro investiti nel giro di poche settimane per consegnare ad Antonio Conte una squadra praticamente completa già all'inizio del ritiro di Dimaro. L'obiettivo era chiaro: permettere al nuovo allenatore di lavorare fin dal primo giorno con tutti i rinforzi richiesti, sia sotto il profilo tattico sia su quello atletico. Una strategia fortemente voluta anche da Aurelio De Laurentiis, che arrivò ad ammettere come in quella fase del mercato il Napoli avesse pagato "il 30% in più" pur di chiudere rapidamente le operazioni. Dodici mesi dopo, però, lo scenario è completamente diverso. Il club è molto più cauto e, almeno per il momento, il mercato in entrata resta subordinato alle cessioni.
Gli investimenti del 2025 e i dubbi sul loro rendimento
Nell'estate del 2025 il Napoli accelerò immediatamente per regalare a Conte tutti i rinforzi richiesti. Arrivarono Noa Lang per circa 27 milioni di euro, Lorenzo Lucca per 35 milioni tra prestito e obbligo di riscatto, Sam Beukema per circa 30 milioni più bonus e Kevin De Bruyne, il cui arrivo comportò un investimento importante tra premio alla firma e commissioni. A questi si aggiunsero Vanja Milinkovic-Savic, acquistato per circa 22 milioni, e successivamente altri innesti, tra cui anche Rasmus Hojlund dopo l'infortunio di Romelu Lukaku. Una campagna acquisti senza precedenti, ulteriormente ritoccata nel mercato di gennaio per fronteggiare la lunga emergenza infortuni.
Ora la priorità è sfoltire la rosa
L'estate 2026 si muove invece su basi completamente differenti. Lo stesso De Laurentiis ha chiarito pubblicamente la linea della società: prima vendere, poi acquistare. Una scelta dettata non soltanto dall'esigenza di ridurre un organico diventato troppo numeroso, ma anche dalla volontà di riportare sotto controllo i costi dopo gli investimenti della scorsa stagione. Le uscite rappresentano quindi il passaggio obbligato per creare spazio ai nuovi innesti richiesti da Massimiliano Allegri. Il Napoli non ha rinunciato alle proprie ambizioni, ma ha deciso di affrontare il mercato seguendo criteri di maggiore sostenibilità economica, evitando operazioni fuori parametro e privilegiando un percorso di crescita più equilibrato rispetto a quello intrapreso dodici mesi fa.






