Niente Primavera, panchina con Sottil. Pafundi non è Zaniolo: l'oblio dopo la ribalta azzurra
Simone Pafundi è stato l'asso nella manica pescato dal ct Roberto Mancini nell'ultima parentesi dedicata alla Nazionale. A novembre il classe 2006 dell'Udinese fu la grande sorpresa nella lista del commissario tecnico che, un po' come fece con Zaniolo ai primordi della sua avventura azzurra, sperava con questa chiamata di accelerare il processo di crescita. Soprattutto, sperava con le luci della ribalta di aumentare il suo utilizzo nel calcio che conta. Ma il risultato finale non è stato quello sperato e anzi Pafundi, da quel momento in poi, non ha praticamente più trovato spazio in campo. Né in Primavera, né in prima squadra.
Solo 9 minuti dopo l'esordio in Nazionale
Dopo l'esordio in quel di Tirana Pafundi è tornato a Udine per entrare in pianta stabile nel giro della prima squadra. In precedenza, infatti, il giocatore si stava mettendo in luce con la squadra Primavera: 2 gol e 2 assist in quattro partite precedenti alla convocazioni. Sottil l'aveva certamente già adocchiato, ma solo con la ripresa dei giochi decide di farlo allenare sempre con i grandi.
Oltre tre mesi dopo, però, per Pafundi quasi solo panchine: il 5 febbraio ha fatto il suo esordio entrando all'85esimo del match contro il Torino. Nel turno successivo, quattro minuti più recupero contro il Sassuolo. Pochi, troppo pochi per un 2006 che può crescere solo se ritrova la via del campo, quella che sembra aver del tutto dimenticato dopo la ribalta azzurra.






