Numeri e centravanti spiegano che non è ancora la Roma di Gasp. Ma intanto vince...
Se Mateo Retegui questa estate è andato via dall'Atalanta per 67 milioni di euro, dodici mesi dopo esser stato pagato 25, è anche e soprattutto perché lo scorso anno sulla panchina della Dea c'era Gian Piero Gasperini. Nel corso delle sue nove stagioni alla guida dei nerazzurri il manager di Grugliasco è stato una vera e propria manna dal cielo per i suoi centravanti. Un'acceleratore di gol per calciatori che magari altrove non segnavano o non avrebbero segnato così tanto, ma che a Bergamo si esaltavano in tutto e per tutto.
Retegui, come detto, veniva da un campionato con sette gol con la maglia del Genoa. Nella Serie A successiva ne ha realizzati 25, capocannoniere davanti a Moise Kean. Nel campionato precedente, tra un infortunio e l'altro, Scamacca ha realizzato dodici reti, in doppia cifra insieme a Koopmeiners e Lookman. Quest'ultimo, professione attaccante, fu il grande protagonista della finale di Europa League con una tripletta. E ancora: la Serie A 2020/21 fu caratterizzata dai 22 gol di Luis Muriel e dai 15 di Duvan Zapata, in quella precedente i due colombiani ne realizzarono 18 a testa e in quella ancora prima il centravanti oggi al Torino chiuse la classifica cannonieri al secondo posto.
Insomma, è un dato di fatto che con Gasperini i centravanti si siano sempre esaltati. O meglio, si sono sempre esaltati a Bergamo. E nella Capitale? Non è così, o forse non ancora. Oggi l'esperienza alla guida della Roma che vive i suoi primi vagiti sta infatti raccontando tutta un'altra storia. Ieri l'esordio in Europa League sul complicato campo del Nizza è stato positivo, 1-2 il risultato finale. Ma i gol sono stati realizzati da due difensori: N'Dicka e Mancini. Domenica il derby è stato deciso da Lorenzo Pellegrini, col Bologna all'esordio fu decisivo il gol di Wesley. Ad oggi, l'unico gol di un calciatore facente parte del tridente offensivo è quello di Matias Soulé in Pisa-Roma 0-1.
E i centravanti? Per ora ancora a secco. Entrambi. Ieri ha giocato Artem Dovbyk, non una grande prestazione. "Dobbiamo cercare di migliorare un po' tutti nella costruzione, nella finalizzazione, nell'ultimo passaggio, mettere in condizione di più gli attaccanti per essere pericolosi. La fase offensiva va vista un po' globalmente", ha detto ieri in conferenza stampa cercando così di togliere un po' di pressione sui suoi numeri 9. L'ucraino in questo momento nelle gerarchie dell'allenatore è l'alternativa a Ferguson, ma anche di gol del giovane attaccante irlandese per ora non c'è traccia.
Una vera e propria novità per Gasperini. Come del resto lo sono i numeri di questo avvio di stagione della sua Roma: ieri per la prima volta ha realizzato due gol in una partita. Ha fin qui giocato cinque partite, ne ha vinte quattro ma in tutto ha segnato cinque gol. Tre 1-0 e un 2-1. Numeri da Roma di Ranieri più che di Gasperini, tecnico che in attesa di trovare le sue trame sta comunque portando a casa i risultati.






