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Perché lo Sporting Lisbona ha chiesto all'Inter 30 milioni di risarcimento per Joao Mario

Perché lo Sporting Lisbona ha chiesto all'Inter 30 milioni di risarcimento per Joao Mario TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
venerdì 28 ottobre 2022, 19:45Serie A

Joao Mario casus belli fra Inter e Sporting CP. Nel bilancio approvato oggi dall'assemblea degli azionisti, la società nerazzurra ha dato atto della richiesta di risarcimento da 30 milioni di euro avanzata dal club di Lisbona, chiarendo che "pur ritenendosi non responsabile di violazioni contrattuali, sta esaminando con i propri legali le contestazioni di controparte ed agirà nelle sedi competenti per la tutela dei propri interessi".

Lisbona-Inter, andata e ritorno. Come noto, il centrocampista è stato acquistato dall'Inter nel 2016 nell'ambito di un affare da quasi 50 milioni di euro. Secondo la versione del club lusitano, in quell'accordo era prevista anche una clausola che dava allo Sporting, in caso di nuova cessione di Joao Mario in Portogallo, una prelazione nelle trattative. L'avventura del giocatore a Milano è stata quella che è stata e alla fine, nell'estate 2021, si è conclusa con la risoluzione del contratto, in seguito alla quale il classe '93 è tornato sì in patria, ma ai rivali del Benfica.

Da dove nasce la pretesa dello Sporting. Secondo i biancoverdi, i tempi e i modi con cui si è concluso l'affare nasconderebbero un accordo fra i due club: Joao Mario ha firmato con il Benfica il giorno dopo aver risolto con l'Inter. E nelle settimane precedenti le due dirigenze sono state effettivamente in trattativa, con tanto di visite del dg Rui Pedro Braz in viale della Liberazione. Per di più, a fine agosto 2021 le due società hanno concluso un altro trasferimento, la cessione in prestito di Valentino Lazaro al Benfica. Una rete di contatti e negoziazioni che, sempre secondo l'accusa dello Sporting, celerebbero una violazione dei patti.

La versione dell'Inter. Che, senza prendere parte, è peraltro quella da considerarsi al momento "ufficiale", essendo quella più rispondente agli accordi ufficialmente stipulati. Il club nerazzurro può infatti rivendicare la circostanza che l'addio a Joao Mario sia avvenuto nella forma di una risoluzione di contratto, con tanto di minusvalenza messa a bilancio. Per di più, il prestito di Lazaro non si è rivelato un grandissimo affare: se lo Sporting ha sempre sospettato che il trasferimento temporaneo e l'ipotetico successivo riscatto dell'austriaco nascondessero una sorta di "pagamento" per entrambe le operazioni, il giocatore a Lisbona è rimasto soltanto una stagione, è tornato a Milano senza essere stato riscattato e oggi gioca nel Torino. Le trattative precedenti alla risoluzione di Joao Mario, inoltre, testimonierebbero soltanto l'interesse del Benfica nei confronti del giocatore, nulla di più: una volta capito che accordi non se ne potevano trovare, l'Inter lo avrebbe semplicemente liberato. Chi ha ragione? Toccherà alla FIFA, come sempre in questi casi, dirimere la controversia. In casa Inter c'è tranquillità e l'aver riportato la vicenda nel bilancio è un atto dovuto nei confronti degli azionisti, ma che non comporta alcuna assunzione di responsabilità.

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