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Polito: "Anni fa sono stato vicino a tornare a Napoli, ma non era il momento. Un giorno accadrà"

Polito: "Anni fa sono stato vicino a tornare a Napoli, ma non era il momento. Un giorno accadrà"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Serra
Tommaso Maschio
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Tommaso Maschio
Oggi alle 17:54Serie A

“Tornare a casa sarebbe un sogno, qualche anno fa ci sono andato vicino, ma non era il momento. Magari un giorno succederà, mai dire mai nella vita". Il direttore sportivo del Catanzaro Ciro Polito intervenuto ai microfoni di Radio CRC ha parlato così di un possibile approdo futuro al Napoli soffermandosi poi sulla situazione attuale in casa partenopea e in particolare sulla panchina futura: “Antonio Conte portava risultati, un altro può portare bel gioco e risultati. Se ci riescono sono bravi, sicuramente è una bella gatta da pelare. I dirigenti del Napoli sanno quello che devono fare, non sono degli sprovveduti. Tornare a casa sarebbe”.

Il dirigente parla poi anche di come sono cambiate le generazioni dei calciatori da quando ha iniziato lui a oggi: “La generazione di oggi è cambiata rispetto ai tempi passati. Prima i calciatori erano come dei banditi, oggi i giovani cercano di comunicare poiché lo ricercano e ne hanno bisogno. - si legge su tuttonapoli.net - Non è più come prima, io ho iniziato la scuola calcio a 13 anni, facevo l’autostop per allenarmi, oggi se non c’è il campo sintetico i genitori non portano i loro figli a giocare. Tutti i nostri figli sono ovattati. Mia mamma è venuta una sola volta a vedermi al campo, oggi se sei un genitore lo devi essere a tempo pieno come si svolge un lavoro.

Prima ti dovevi alzare le maniche, io ho preso l’aereo e il treno da solo a 15 anni e vivevo da solo con i più grandi. Avevamo una fame incredibile. Quelle sono esperienze che ti formano a livello caratteriale, oggi non più così poiché i ragazzi con la Playstation e i social non si formano, ma come vuoi migliorare così? Non è vero che il talento non c’è. Il talento c’è ancora, ma non c’è la fame che io cerco sempre di inculcare alla mia squadra.

Io ho avuto un grande condottiero che insieme al suo staff si mettono a fine allenamento a lavorare con i singoli e a migliorare i giocatori. Sono devastanti e questo mi rende orgoglioso. La nostra forza è rappresentata dagli allenatori, se sbagliamo l'allenatore, sbagliamo tutto poiché i giocatori non valgono quanto gli allenatori”.

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