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Roma, De Rossi e la sua tattica: "A volte reagire in modo offensivo è come spararsi su un piede"

Roma, De Rossi e la sua tattica: "A volte reagire in modo offensivo è come spararsi su un piede" TUTTOmercatoWEB
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Simone Bernabei
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Simone Bernabei
giovedì 15 febbraio 2024, 22:45Serie A

Il tecnico della Roma Daniele De Rossi ha parlato in conferenza stampa soffermandosi sul pareggio dei suoi in casa del Feyenoord nell'andata del playoff di Europa League: “Una buona partita, una buona prestazione da parte nostra. Siamo entrati bene in campo, non ci siamo fatti intimidire dallo stadio, che era veramente molto caldo e anche molto bello. Abbiamo sofferto in alcuni momenti, loro sono bravi a far girare palla. Non giocano molto diversamente da noi, quindi è difficile prendere le contromisure. Dobbiamo essere bravi, avere tanta energia, polmoni e gambe per poter sopperire al loro giro palla. Non siamo stati bravi in alcuni momenti. Mi è sembrata una partita divisa un po’ in tronconi, un po’ giocavano loro, un po’ noi. Penso sia un pareggio giusto e ripartiamo”.

Ci sono giocatori usciti con problemi fisici?
“Si toccavano un po’ tutti onestamente, non solo Svilar e Lukaku. Hanno fatto una partita di grande sacrificio su un campo bello ma pesante. Svilar non dovrebbe avere nulla, Romelu non ha detto niente, Mancini all’inizio sentiva un po’ di fastidio all’anca ma non ho capito bene, Karsdorp ha avuto i crampi. Ci sta quando gli avversari ti fanno girare così bene e per quello voglio cercare di far viaggiare veloce la palla. Tante volte non facendo mai toccare la palla all'avversario lo stanchi. Non penso ci sia nulla di grave, nessun infortunio serio”.

Cosa le è piaciuto di più: la capacità di soffrire nel finale o il dominio del gioco all'inizio?
“Tutte e due, il calcio è questo. Il calciatore negli ultimi minuti, oltre a quello che dico io dalla panchina, deve annusare se loro stanno prendendo il sopravvento. Delle volte reagire da squadra offensiva e aggressiva è spararsi sul piede da soli. Bisogna fare tra virgolette i provinciali e gli ignoranti in certi momenti, il risultato viene prima di tutto. Piacerebbe anche a me finire la partita pallegiandogli in faccia, ma ci sono gli avversari e dovremo interpretare la gara conoscendo anche loro. Da questa conoscenza ci rendiamo conto che delle volte in partita la palla potremmo prenderla poco. Uscire a capovolgere è difficile”.

L’idea di Zalewski nasce dalla sua volontà di difendere con il 4-4-2?
“Lo avrei potuto fare anche con Stephan, anche in altre circostanze abbiamo difeso 4-4-2. C’era un articolo l’altro giorno che diceva che tante squadre offensive difendono con 4-4-2, come 20 anni fa e quando costruiscono si riaprono e si girano. Io ho messo Nicola perché ho grandissima fiducia in lui, ha fatto due buoni spezzoni di gara con Cagliari e Inter. Quando gli ho dato il suo spazio in fasi pulite della partita lui ha dimostrato di essere un ottimo giocatore. Ho grande fiducia in lui”.

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