Salernitana, duplice obiettivo: salvezza matematica e riscattare l'8-2 dell'andata
Il 13 maggio è una data da cerchiare in rosso per tutti i tifosi della Salernitana. Attraverso una serie di combinazioni, infatti, i granata potrebbero ottenere la salvezza aritmetica con tre turni d'anticipo e garantirsi la terza partecipazione consecutiva al campionato di serie A. Un vero e proprio record per la Bersagliera, chiamata a battere l'Atalanta di Gasperini in uno stadio che non sarà pieno come in altre occasioni, ma che proverà comunque a dare una grossa spinta alla compagine di Paulo Sousa. Enigma infortunati per il trainer portoghese che, in queste ore, ha potuto contare anche su Antonio Candreva, Norbert Gyomber, Federico Fazio (ultima da titolare nel match d'andata) e Domen Crnjgoi. Lo staff medico, capitanato dal dottor Italo Leo, ha dato parere positivo circa la convocazione: "A nostro avviso sono clinicamente guariti, gli esami strumentali testimoniano l'assenza di qualsivoglia tipo di problematica. Toccherà allo staff tecnico decidere in base alle esigenze, ma sono assolutamente convocabili. Unico calciatore indisponibile è Valencia che, in settimana, ha intensificato il lavoro atletico". La sensazione è che Candreva partirà dall'inizio in un 3-4-2-1 a trazione anteriore, mentre Gyomber si accomoderà in panchina. Anche perchè l'ex Perugia, al pari di Pirola e Daniliuc, è diffidato e difficilmente Sousa opterà per un terzetto tutto a rischio giallo a pochi giorni dalla difficilissima trasferta dell'Olimpico contro la Roma. Per il resto formazione praticamente fatta: capitan Mazzocchi intoccabile a destra, a sinistra rientra Bradaric, in mediana sarà Vilhena ad affiancare Lassana Coulibaly, l'unica punta sarà Boulaye Dia che proverà a chiudere la stagione sul podio della classifica marcatori.
Dicevamo della possibilità di festeggiare la salvezza matematica. Se la Salernitana dovesse battere l'Atalanta, bisognerà aspettare la sfida delle 18 tra Spezia e Milan. Un X2, per usare un termine caro agli scommettitori, permetterebbe ai granata di portarsi a +10 (o+11) sulla terzultima con altri 9 punti a disposizione, un divario in quel caso incolmabile. Con un pareggio a Salerno e un X2 al Picco, il discorso verrebbe rimandato di sette giorni, quando al Via del Mare è previsto lo scontro diretto tra Lecce e Spezia e, inevitabilmente, una delle due antagoniste perderà terreno anche se i granata dovessero perdere a Roma. Insomma, solo un suicidio sportivo e una serie di combinazioni clamorosamente negative obbligherebbero la Salernitana a vincere contro l'Udinese alla penultima per evitare sgradite sorprese, senza dimenticare che il torneo si chiuderà allo "Zini" con una Cremonese generosissima, che non regala nulla, ben guidata da Ballardini ma presumibilmente già aritmeticamente retrocessa. Ci sono, però, altre motivazioni che gasano la Salernitana e i 18mila spettatori attesi sugli spalti. Anzitutto la vecchia rivalità con l'Atalanta che, nel 1994-95, strappò agli uomini di Delio Rossi una incredibile promozione in A vincendo per 2-1 all'Atleti Azzurri d'Italia: a nulla valse il capolavoro di Strada su punizione. C'è poi il tabù Gasperini, allenatore che sbancò l'Arechi un anno e mezzo fa grazie al guizzo di Zapata pur riconoscendo, in conferenza stampa, l'ottima performance della Salernitana di Fabrizio Castori che, all'epoca, rischiava seriamente l'estromissione dal campionato. Infine c'è da vendicare, nel senso sportivo del termine, il vergognoso e mortificante 8-2 dell'andata, quando gli orobici continuarono ad assediare l'area di rigore campana pur con i sei gol di scarto. Un ko tra i peggiori della storia cui fece seguito l'esonero di Davide Nicola, richiamato in panchina 48 ore dopo.






