Sampdoria, Quagliarella unica luce a San Siro: gol ininfluente ma che aumenta (forse) i rimpianti
Una sola luce nel buio più assoluto. La Sampdoria esce dal match col Milan prevedibilmente con le ossa rotte. Un 5-1 annunciato avendo gli uomini di Stankovic di fronte una squadra, come quella rossonera, di qualità nettamente superiore e arrabbiata dopo l'eliminazione dalle semifinali di Champions League per mano dei "cugini" dell'Inter. Una partita a senso unico con Leao e Theo Hernandez a fare a fette la retroguardia blucerchiata e un Brahim Diaz decisamente imprendibile. Uno "spettacolo" che non meritavano i più di mille tifosi che hanno riempito il terzo anello verde del "Meazza" cantando, come sempre hanno fatto, dal primo all'ultimo minuto sventolando fieri i loro colori.
Quagliarella l'unica luce
L'ultimo a mollare, o forse l'unico a crederci veramente, è stato Fabio Quagliarella. Fascia da capitano al braccio, 40 anni compiuti a gennaio, ha dimostrato ancora una volta il suo talento lasciando il suo marchio alla Scala del Calcio. Tenacia, voglia di lottare come un ragazzino (anzi più di un ragazzino), qualità con cui realizza la rete del momentaneo pareggio sfruttando al meglio l'assist di Zanoli dopo una bell'azione personale. Prestazione che gli vale, alla sua uscita dal campo, la standing ovation del pubblico rossonero. Rete e non solo. Tanto lavoro per i compagni che fanno crescere ancora di più i rimpianti per quello che sarebbe potuto essere e non è stato, visto che ha ritrovato il campo dopo 78 minuti disputati in totale nel 2023 con l'ex centrocampista di Lazio e Inter che gli preferiva un evanescente Lammers o, precedentemente, il giovane Montevago.
Un gol che sa di rimpianti
Dopo i 320 minuti giocati nel 2022, 85 dall'arrivo di Stankovic, è rimasto ai box nelle prime tre gare dell'anno nuovo per tornare a disposizione nelle due sconfitte contro Udinese e Atalanta quando disputa appena 13 minuti. Un ingresso nel finale in quel di Monza e una manciata di minuti contro l'Inter, poi di nuovo panchina, con un'unica eccezione per una mezz'ora nello 0-0 casalingo con la Salernitana, fino all'1-1 contro il Lecce. Poi ancora tre gare da spettatore con Spezia, Fiorentina e Torino e poi titolare contro Udinese ed Empoli quando ormai il destino era segnato. "Non ci sono problemi con Fabio" ha voluto chiarire Stankovic dopo la sfida contro gli azzurri toscani. Infine l'ultima sfida con il Milan con il gol ininfluente ai fini del risultato. Gol che non porta punti, non porta verdetti. Ma forse qualche rimpianto.






