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Stankovic: "La Lazio ha il maestro Sarri, questa classifica non gli appartiene. Risalirà"

Stankovic: "La Lazio ha il maestro Sarri, questa classifica non gli appartiene. Risalirà" TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca 2023 @fdlcom
Simone Lorini
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Simone Lorini
sabato 16 dicembre 2023, 15:45Serie A

Nel corso della sua intervista alla Gazzetta dello Sport, Dejan Stankovic ha parlato così della sfida descrivendo le due squadre più importanti della sua avventura in Italia: "Parto dall’Inter. E dico la stessa cosa di quando l’ho sfidata con la Samp: fa paura. È un carrarmato. E ora ha molti meno alti e bassi, quello che fa la differenza. Barella dà il ritmo, è più concreto, alza meno le braccia. Calha e Micki sono le menti. I quinti di rado sbagliano una partita. Acerbi è un pilastro che tiene tutti nelle posizioni giuste. Forse ci si può aspettare qualcosa in più dai cambi in attacco. Ma l’Inter può arrivare in fondo a tutto".

La Lazio?
"Ha il maestro Sarri, che stimiamo tutti, ha centrato il grande traguardo degli ottavi Champions. Ci sono partite in cui, quando funziona come un orologio svizzero, mi diverto una sacco a vederla. Poi però un allenatore può arrivare fino a un certo punto. Si stravede la sua mano, ma sono i giocatori a scendere in campo. Luis Alberto e Felipe devono crescere e la Lazio ha perso tanto dalla partenza di Milinkovic. Se ci aggiungi gli infortuni di Ciro, quello che ti porta gol, ecco il ritardo. Forse a Sarri manca qualcosa nella rotazione e giocando ogni tre giorni il problema si è accentuato. Ora senza le coppe avrà più tempo per aggiustare le cose. Questa classifica non appartiene alla Lazio, il maestro arriverà in alto".

Ma lei studia per il grande ritorno in Italia?
"Perché no? La mia famiglia è lì, mia moglie fa avanti e indietro. Sto bene qui, dopo Stella Rossa e Samp, un ottimo allenamento per gestire pressioni e fare esperienza. Ma vediamo. Quando sarà il momento di tornare voglio essere pronto. Quello che io noto da fuori è la pressione: non è possibile che da un giorno all’altro passi da re a capro espiatorio. Bisogna dare più fiducia e tempo".

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