TMW - Pato: "Ai giovani dico: non pensate solo al campo. Il PSG? Accettai il volere di Berlusconi"
Intervenuto ai microfoni di Tuttomercatoweb, Alexandre Pato ha ripercorso le sue tappe al Milan. Ecco alcuni passaggi sulla sua esperienza in rossonero:
Hai seguito il Milan in questi dieci anni?
"Io lo seguo da sempre, mantengo i contatti con molti amici che lavorano lì. Vedo che ha cambiato tanto e sta seguendo una linea precisa, in campo e fuori e che può solamente crescere".
Sei arrivato al Milan a 17 anni. In molti ti vedevano allora come il futuro dei rossoneri. Lo pensavi anche tu?
"Un consiglio che do a tutti i giocatori: non devi capire solo quel che succede in campo, ma anche intorno a te. Io purtroppo in quel periodo ero un ragazzo concentrato solo sul campo, ignaro di quel che succedeva fuori. L'ho imparato sulla mia pelle. Mi sarebbe piaciuto avere a suo tempo la testa che ho oggi, per capire come funzionava fuori dal campo. Ma non ho rimpianti, perché il calcio mi ha insegnato tanto. Amo il Milan, mi ha dato tanto e sono grato al Milan per ciò che mi ha insegnato e perché mi ha dato una grande esposizione mondiale. Certo, se potessi tornare indietro mi comporterei in modo diverso".
A suo tempo sembrava fatta per il tuo passaggio al Paris Saint-Germain. È stato quello il bivio della tua carriera?
"Non si sa mai. Poteva essere bellissimo ma poteva andare male. Ma ero un giocatore del Milan, dovevo chiedere al presidente se potevo andare o no. E lui mi ha dato la possibilità di rimanere, mi ha dato grandi sfide e io mi sono messo a disposizione del mio club. Ero felice della decisione presa. Poi sono arrivati gli infortuni e sono tornato in Brasile. Come detto, se avessi saputo non tanto dalla parte del Milan ma dalla mia parte, mi sarei forse comportato diversamente".
Si diceva che la causa dei tuoi infortuni fosse Milan Lab e che la relazione con Barbara Berlusconi ti abbia condizionato
"Ma no, niente di tutto ciò. Anzi, al Milan sono stati tutti al mio fianco ma purtroppo le cose sono andate così. Ma in fondo tutto quel che ho passato mi ha portato a crescere ed essere la persona che sono oggi".






