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TMW RADIO - Mandorlini: "Lo Scudetto se lo giocano in tre, non credo al rientro della Juve"

TMW RADIO - Mandorlini: "Lo Scudetto se lo giocano in tre, non credo al rientro della Juve" TUTTOmercatoWEB
© foto di Chiara Biondini
Dimitri Conti
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Dimitri Conti
mercoledì 16 marzo 2022, 19:35Serie A
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Archivio Stadio Aperto 2020-2021
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L'allenatore Andrea Mandorlini ha parlato a TMW Radio, durante la trasmissione Stadio Aperto con Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Guardando le prestazioni l'Inter non sembra in difficoltà, semmai non raccoglie quanto propone. I risultati stentano però a venire, se non porti a casa punti ovviamente è perché qualcosa si è inceppato".

Cosa è mancato all'Inter?
"Secondo me è mancato Correa, un giocatore fantastico. Ho visto tante prestazioni, ripeto, ma situazioni da gol non concretizzate. Ora si arriva nel clou, con tante altre gare di difficoltà elevate".

La squadra è troppo dipendente da Brozovic?
"Sono venute meno delle sicurezze perché mentre l'Inter sbagliava tanto le altre vincevano. Però sono rientrati giocatori importanti, anche un Brozovic più riposato e meno utilizzato, quindi più fresco, potrà contare".

Quante sono le squadre in lotta per lo Scudetto?
"Per me sono quelle tre, con il Napoli più indietro".

Cosa è cambiato nella Juventus?
"Adesso è un'altra squadra, magari non effervescente ma concreta. Un po' quello che manca all'Inter... Invece loro sono incredibili per come portano a casa i risultati. Non credo a un rientro nella lotta Scudetto, ma mai dire mai".

Quanto può crescere Vlahovic?
"Ancora tantissimo. Le pressioni aumenteranno, ma ha personalità e l'esperienza viene giocando bene come sta facendo. Giocatore veramente formidabile".

Aiuta Allegri anche nel gioco?
"I ruoli non si inventano, ha caratteristiche diverse da Morata e la Juventus aveva bisogno come il pane di uno tipo Vlahovic. Un riferimento che prima non aveva mai avuto".

Perché Dybala e la Juventus non rinnovano?
"L'aspetto fisico credo stia creando qualche dubbio nella dirigenza della Juventus però è uno di quei giocatori da recuperare per quello che potrebbe dare alla Juventus".

Tudor come Juric a Verona?
"Se la giocano con tutti con grande personalità, sono la vera rivelazione. Hanno raggiunto la salvezza con ampio anticipo, ora possono giocare per altro. Entrare nelle prime otto sarà difficile ma grandi complimenti".

Il Genoa retrocederà, stavolta?
"Sono diversi anni che rischiano, stavolta sembra davvero. La squadra sembra esserci ma coi pareggi, nell'era dei tre punti, fai fatica. Servirà veramente un miracolo perché il Genoa si salvi".

Più deluso da Cagliari o Sampdoria?
"Entrambe, non mi aspettavo nessuna delle due in quelle posizioni perché hanno un potenziale tecnico superiore. Ora servirà mettere da parte tutto e sbagliare meno possibile per fare punti, è troppo importante".

Chi salirà dalla Serie B?
"Ho visto giocare il Lecce e mi piace molto. O anche il Pisa ha un bel potenziale tecnico davanti: se devo fare il tifo, sono per loro. Delle prime cinque, però, tutte possono salire".

D'Angelo come ha dovuto gestire Lucca?
"Gli è arrivato Torregrossa che è forte per la categoria. Però credo stia gestendo bene un talento come Lucca, per me uno di quelli con cui non sbagli. Essendo ancora giovane deve ancora superare qualche piccolo step".

Castrovilli è dove si aspettava?
"Lui è un predestinato... Io l'ho fatto giocare in altri ruoli, ma è uno che ha tutto. Ed è un bravo ragazzo, di quelli che vogliono arrivare. Mi sorprendeva vederlo giocare poco a Firenze, però ha anche compagni importanti. Ora è tornato e sta giocando bene, sono contento per lui".

Che ricordo ha di Scamacca?
"Gianluca ha struttura e tecnica, io ho allenato uno come Toni e vi dico che da giovane Luca era così... Si somigliano molto. I gol che fa Scamacca poi sono di una qualità altissima".

Può fare il centravanti dell'Inter?
"Ancora con certe situazioni non si è confrontato, ci sono degli step ma è giusto che società come l'Inter faccia questo sforzo".

Modena, Bari e Sudtirol sono già virtualmente in B?
"Il vantaggio c'è, mancano però ancora sei gare. Lo dico io che lo scorso anno a Padova ero 6 punti avanti e alla fine siamo arrivati pari... In linea di massima, però, queste sono le squadre che arriveranno".

Quali sono le difficoltà della Serie C?
"Tipo le sabbie mobili, non sai mai come e quando ne uscirai. Lo scorso anno eravamo sempre stati primi, poi raggiunti e alla fine eliminati all'ultimo calcio di rigore ai playoff dopo aver dominato la partita. L'allargamento dei playoff a dieci squadre è una cosa assurda".

Dove tornerebbe ad allenare?
"Dieci anni fa sono stato all'estero (al Cluj, ndr) vincendo campionato, coppa e supercoppa. Ci sono tornato ed ero tutto contento, ma mi hanno esonerato e sono dovuto ripartire dalla C. Che era Verona, dove ho costruito qualcosa di importante. Un anno fa sono sceso dopo tanti anni per rimettermi in discussione ed è stato bello, non so cosa potrà accadere, l'importante è essere pronti".

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