Toni: "Non puoi attaccare Kolo Muani dopo 2 giornate. Nazionale? Non si parla più di riforme"
"Una società che ha speso tanto, ha fatto un gran mercato. Speriamo si possano sistemare". Commenta così la Fiorentina Luca Toni, ex attaccante viola che ha analizzato i principali temi d'attualità legati al calcio italiano degli ultimi giorni con i media presenti al World Padel Tour, tra cui TMW.
Mai sentito un tecnico dire: 'Ti prego, esonerami. Questa squadra non si può allenare'?
"Non lo so. Non so come siano andate le cose, non mi permetto di giudicare. Non lo so se Fabio (Grosso) può aver detto quelle parole, ma sono così delicate che basta cambiare una parola e può cambiare tutto. Non ci voglio entrare".
Come giudichi questa Fiorentina?
"Io sono stato alla festa dei 100 anni, rovinata dalla vittoria del Frosinone per 3-0, dove loro hanno meritato. Hanno fatto una bella partita. Ho visto dall'altro lato una squadra che non ha fatto bene, anche se poteva pareggiare. Hanno avuto diverse occasioni. Però vedo una squadra un po' impaurita. Sono solo le prime partite, può cambiare la situazione, con il mercato che hanno fatto... deve risollevarsi per forza".
Vanoli normalizzatore è la soluzione?
"Non so se sia la soluzione, ma spero che sia quella giusta perché il popolo viola deve smettere anche di soffrire ogni tanto. Conosco tanti amici viola, ci vuole un po' di tranquillità e serve risollevarsi. È una squadra che può puntare molto di più che alla salvezza, quindi si tiri via dalle zone brutte per guardare avanti con serenità. La qualità ce l'ha: se prendono fiducia con 2-3 risultati utili magari prendono fiducia e possono fare un bel campionato. Normale che adesso devono pensare di tirarsi via dalle zone brutte".
Come vedi la Roma? Dopo la Champions...
"La Roma è partita forte, ha fatto quadrato. Poi quando hai Dybala in queste condizioni e sta bene, fa la differenza. Hanno un centravanti fortissimo, sembra fatto apposta per il gioco di Gasperini. Per ora sta andando tutto bene, ma vediamo quando giocheranno ogni tre giorni: dovranno gestire le energie".
Fra una settimana ci sarà un test importante contro l'Inter.
"La Roma sta andando bene, c'è grande entusiasmo ed è bello che incontri certe squadre in queste condizioni. Chiaro che di fronte c'è una squadra forte, per me l'Inter è la più forte, soprattutto per il numero di giocatori, al di là dell'undici. Con il Real Madrid ha perso, però ha avuto occasioni e se l'è andata a giocare a viso aperto là".
Roma credibile come antagonista dello Scudetto?
"Chiaro. La Roma deve vivere di entusiasmo, di non esaltarsi troppo, come in questo momento. E non buttarsi giù quando magari ci sarà il primo momento brutto. Negli undici è molto forte, vedremo come staranno certi giocatori importanti. Malen mi piace un sacco, è un grande attaccante e ha personalità, Dybala però è un giocatore che se sta bene fa veramente la differenza".
Questo campionato dove si gioca di più?
"Sì, mi piace. Dobbiamo stare al passo degli altri campionati, mi piace perché ci sono partite con molti più giovani. Speriamo di continuare così. Le nuove regole mi piacciono, siamo sulla strada giusta. Speriamo però, quando le partite contano a livello europeo, di farci trovare pronti. È troppo importante".
Woltemade può diventare un bomber in Serie A? E Kolo Muani?
"Mi piace di più il secondo, è più attaccante. Secondo me Woltemade è più bravo a giocare per la squadra, è meno 'ignorante' in area di rigore, ma magari Spalletti sarà bravo a farlo diventare più cattivo. Poi sono sincero: mi è dispiaciuto quando è stato attaccato Kolo Muani. Non puoi attaccarlo dopo due giornate, ci sta partire male, te lo devi coccolare. Io ad ex attaccante dico che sentirsi così nei momenti difficili poi rendi di più, specialmente quando passa il momento difficile".
Come va Gattuso alla Lazio?
"Gattuso ha preso una legnata col Mantova che nello spogliatoio si è fatto sentire. Ma a parte gli scherzi, non deve essere facile lavorare in una piazza così importante come la Lazio, con i tifosi contro la società. Ma lui è bravo in queste cose, è bravo a fare gruppo con i ragazzi. Peccato non abbiano l'affetto dei propri tifosi, ma quelle sono situazioni che vanno al di là".
Sensazioni sulla Nazionale? Che gruppo sta uscendo fuori?
"Mah, non so, peggio non possiamo fare. Speriamo di ripartire. Abbiamo preso un'altra legnata non andando al Mondiale ancora. Al di là di Mancini spero si possa cambiare un po' tutto, anche a livello giovanile. Mancini avrà le sue idee, le porterà avanti, ma è un discorso più ampio... non dimentichiamoci del calcio giovanile, non parliamo solo della Nazionale. I ragazzi devono crescere. Mancini ha troppi pochi giocatori dove può scegliere. Devono fare delle riforme a livello giovanile per far crescere questi giovani. Quello è il problema più grave".
Cosa manca al calcio giovanile?
"Se n'è parlato tanto... sono tre volte che non andiamo al Mondiale. Dalle strutture alle regole, però se n'è parlato tanto le prime due settimane, mentre adesso parliamo di Mancini, i sistemi di gioco. Ma cerchiamo di non dimenticarci di fare delle riforme. Servono giocatori che per 3-4 anni possano trovare uno sbocco anche nelle prime squadre, non credere sempre negli stranieri. Abbiamo spinto tanto appena è successo il casino, adesso non se ne parla tanto di riforme. Magari che gli Under 23 o Under 20 siano obbligati ad andare nelle prime squadre, come aveva detto anche Spalletti. Bisogna cercare di mettere delle regole che forzino le squadre a immettere giovani nel calcio italiano".






