Tutto un altro Lukaku, tutto un altro Lautaro: un ex come tanti contro un capitano
Un girone dopo, Roma contro Inter non è più la partita di Romelu Lukaku. O meglio, lo sarà e potrà esserlo, specie se il belga riuscirà a rendersi protagonista in campo come non lo è stato all’andata. Rispetto a quella partita, però, la narrazione ha fatto praticamente a meno di Big Rom. Il suo ritorno a San Siro era stato il tema predominante, se non unico, del viaggio di José Mourinho nel tempio di Simone Inzaghi. Oggi che c’è Daniele De Rossi, non se n’è parlato quasi per nulla, anche se è inevitabile che a decidere i temi dei prossimi giorni sarà quello che succederà sul manto erboso dell’Olimpico.
Tutto un altro Lukaku. La ferita, nel cuore interista, è rimarginata se non passata in secondo piano. Il rimpianto di Romelu, complice l’exploit inatteso - per tempi e modi - di Thuram, al Meazza è ormai un illustre sconosciuto. Chissà che non ne provi, viceversa, quello che oggi è un ex come tanti e invece poteva guidare una squadra che si avvia verso uno scudetto meno scontato di quanto sembri ma comunque ormai abbastanza probabile. Rispetto a un anno fa, pur avendo fatto discretamente bene (9 gol e 1 assist in campionato), Lukaku non ha più mercato, non ha certezze sulla volontà della Roma di tenerselo o propria di restare, difficilmente troverebbe spazio in una big europea in estate, pure la Juve che lo ha sedotto e abbandonato è improbabile torni a bussare.
Tutto un altro Lautaro. Con Romelu in coppia l’argentino stava benissimo, senza è fiorito. I numeri strepitosi - 19 gol e 4 assist in 20 partite di campionato - non bastano neanche a raccontare quanto sia cambiato il mondo del Toro. Oggi è capitano, leader, primo attore dell’Inter che vola più in alto e più veloce di tutti. Se c’era qualche dubbio dopo l’addio dell’ex partner in crime, il calcio di Lauti e Thuram, una coppia migliore anche della formidabile LuLa di contiana memoria, lo ha spazzato. Rispetto al belga, il 10 nerazzurro potrebbe andare dove vuole. Alla fine, nonostante la trattativa debba ancora arrivare al sì, dovrebbe decidere di rimanere. Ma questa è un’altra storia.






