Palermo, Segre in gol dopo 11 secondi: "Merito di Inzaghi". E sul futuro: "Qui a vita"
Undici secondi. È il tempo che ha impiegato il Palermo per trovare il gol domenica con lo Spezia, il più veloce della storia del Palermo. Un segnale forte che l'autore del gol, Jacopo Segre, ha raccontato a La Gazzetta dello Sport.
Segre spiega che non è stata solo una questione di rapidità, ma di istinto e fiducia nelle idee dell’allenatore: "Il gol ce l’ho nel sangue e il mister crede tanto nelle azioni estemporanee, come il calcio d’inizio". In quell’istante ha seguito solo le sensazioni: "Ho visto la porta e la Curva Nord e ho detto: devo schiantarla dentro".
Laureato in Scienze Motorie, soprannominato “il dottore”, Segre racconta di curare molto l’aspetto mentale, quasi fosse uno studio parallelo: "Cerco di visualizzare cosa può accadere. Se pensi alle cose positive, poi arrivano". Un metodo che applica al calcio come alla vita, convinto che le occasioni vadano colte quando si presentano.
Il Palermo corre e, se l’obiettivo è la Serie A, questo è il momento di spingere sull’acceleratore. Segre non ha dubbi sulla tenuta del gruppo: "Assolutamente sì, il mister ci sta dando tanta energia". Gli otto risultati utili consecutivi sono la prova di un lavoro quotidiano fatto senza illusioni: "Costruiamo qualcosa giorno dopo giorno, senza farci tanti film, perché anche le altre corrono".
Sul campionato mantiene però una linea chiara: "Pensiamo a noi e manteniamo questa continuità". Per Segre, Inzaghi è il principale motore emotivo della squadra: "Meglio di lui a trasmetterci la voglia di vincere non c’è nessuno".
Il tema dei gol pesa anche in ottica mercato. Se la società decidesse di non sostituire Brunori, Segre si dice fiducioso: "Siamo in tanti a poter segnare. Se non fa 30 gol Pohjanpalo, ci pensiamo noi". Un’affermazione che racconta la responsabilità condivisa all’interno dello spogliatoio.
Guardando al passato, Segre riconosce di aver imparato qualcosa da tutti gli allenatori avuti a Palermo: "Ognuno mi ha lasciato qualcosa". Un rapporto speciale resta quello con Corini, unico centrocampista nella storia rosanero ad aver segnato più di lui. Ma Segre sorride: "Lui batteva rigori e punizioni! Ho promesso che lo batterò".
Sul suo ruolo si definisce senza etichette: "Mi sento un tuttocampista, box to box". Un giocatore moderno, cresciuto in entrambe le fasi, con modelli chiari in testa come McTominay e Tonali.
Dopo l’addio di Brunori è diventato, insieme a Gomes, uno dei giocatori da più tempo in rosa. Il legame con la città è forte: vive a Mondello e lo rivendica con orgoglio. L’esultanza dopo il gol allo Spezia, il saluto militare, aveva un significato preciso: "Come per dire ai tifosi: al vostro comando".
Arrivato dal Nord, oggi Segre non ha più dubbi: "Da qui non me ne andrei più via". Il contratto scade nel 2027, ma l’orizzonte emotivo è chiarissimo: "Vorrei rinnovare a vita". Palermo, per lui, è più di una tappa: "Se guardo al domani dico Palermo a vita".
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






