Pescara, Gorgone: “Darò tutto me stesso, così come i miei ragazzi, per raggiungere il risultato”
Tanto rammarico per un Pescara che ha visto sfuggire i tre punti proprio sul traguardo, quando esso era ormai ad un passo. Un pareggio, questo 2-2 finale, che assume i contorni della beffa atroce e che sposta poco gli equilibri di una classifica rimasta sostanzialmente invariata, ma che a livello psicologico pesa come un macigno. I Delfini tornano dalla trasferta dello Stirpe con la consapevolezza amarissima di aver gettato alle ortiche un’occasione d'oro, pagando a caro prezzo due distrazioni difensive in un match che era stato approcciato e gestito per larghi tratti con una personalità straripante dando la sensazione di essere una squadra che non mollerà fino alla fine del campionato.
Qui di seguito le parole nel post partita dell’allenatore Giorgio Gorgone nella sala stampa del Frosinone: "È stato un ottimo primo tempo. Sapevamo di affrontare una squadra forte come il Frosinone e quando si gioca contro avversari di questo livello bisogna essere sempre molto attenti e organizzati. Nel primo tempo abbiamo fatto davvero bene e probabilmente, con un pizzico di fortuna in più, avremmo potuto anche portarla a casa. Nel secondo tempo il Frosinone ha alzato il ritmo e l’intensità, come è normale che sia per una squadra di qualità. In ogni caso andiamo avanti. Sono soddisfatto della prestazione, anche se resta molto rammarico perché sarebbe stato un passo fondamentale verso tre punti importanti. Questa squadra ha dimostrato carattere e intensità contro un avversario forte. Probabilmente prima della partita avremmo considerato il pareggio in maniera diversa, ma per come è maturato lascia molto rammarico. Io però sono fatto in un certo modo e cerco sempre di trasmettere alla squadra lo spirito di chi non molla mai. Da domani inizieremo subito a pensare alla prossima partita con il Bari. Per il resto, nel calcio si fanno delle scelte e non c’è nessun problema. Ho un ottimo rapporto con il presidente e le valutazioni vengono fatte sulla base di tanti fattori. Posso solo ringraziare Pescara per avermi chiamato e dato questa opportunità: per me è una sfida fantastica. Darò tutto me stesso, così come i miei ragazzi, per raggiungere il risultato. È una piazza che mi ha dato tanto e merita il massimo impegno. All’andata avevamo fatto una grande partita e l’avevamo persa, quindi sapevamo di poter mettere in difficoltà questo avversario. Abbiamo tenuto testa a una squadra molto intensa e organizzata. Il pareggio arrivato al novantatreesimo lascia grande rammarico nell’immediato, è inevitabile. Però bisogna anche guardare il lato positivo: questa squadra ha ancora dieci partite difficilissime davanti. Non affronteremo solo squadre come Venezia, Frosinone o Palermo: ogni gara sarà complicata. Io però vedo segnali molto positivi. È una squadra che gioca quando deve giocare, che sa essere dura e combattiva. Oggi avevamo anche diverse assenze importanti: Lorenzo Insigne rientrava dopo otto mesi e non poteva reggere tre partite in una settimana, Molinaro non stava benissimo e abbiamo avuto altri problemi fisici. Nonostante tutto, la squadra ha stretto i denti, ha lottato e ha combattuto. Questo mi piace molto. Inoltre abbiamo un pubblico che ci sostiene sempre: anche oggi erano in tantissimi. Il percorso è lungo e difficile, ma vedo qualcosa che può regalarci grandi soddisfazioni.”
Alle domande riguardanti le decisioni del VAR ha risposto così: “Quello che però non condivido assolutamente è la decisione dell’arbitro sull’episodio del rigore su Altare: a mio avviso si tratta di un contatto pulito sulla palla. Vorrei capire quante situazioni simili vengono realmente punite con un rigore o con un cartellino. Il VAR può certamente aiutare a chiarire alcune situazioni evidenti. Tuttavia nel calcio esistono molti contatti che dal campo si percepiscono in un modo e dalla televisione in un altro. Prendiamo l’episodio del gol annullato: dal campo la dinamica può sembrare diversa rispetto a quella che si vede poi al replay. In generale credo che serva equilibrio nell’interpretazione dei contatti. Il rigore è una decisione molto pesante e dovrebbe essere assegnato solo quando interrompe davvero un’azione chiara e importante. Oggi spesso i giocatori non sanno più dove mettere le mani per evitare problemi. Bisognerebbe trovare un modo per valutare meglio questi episodi, ma non è semplice: chi giudica da uno schermo non sempre percepisce l’intensità reale del contatto. Sicuramente il contributo di chi ha giocato a calcio potrebbe aiutare, ma dovrebbe comunque essere vicino all’episodio e alla dinamica reale.”
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