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Cole non cambia la rotta del Cesena. Col Mantova il primo esperimento è fallitoTUTTO mercato WEB
© foto di Federico Serra
Oggi alle 14:20Serie B
di Luca Bargellini

Cole non cambia la rotta del Cesena. Col Mantova il primo esperimento è fallito

Doveva essere la scintilla. È stata invece un'altra doccia fredda. Il Cesena di Ashley Cole debutta con una sconfitta netta per 3-0 sul campo del Mantova e allunga una striscia negativa che ormai pesa come un macigno: 13 punti in quindici gare. Il cambio in panchina, con Michele Mignani esonerato nei giorni scorsi, non ha prodotto la reazione sperata. Anzi: i dati della gara restituiscono un Cesena tatticamente più confuso e offensivamente più sterile rispetto alla media dell'intera gestione precedente. Attacco spento, il confronto con la media Mignani è impietoso Con il tecnico genovese il Cesena aveva realizzato 38 reti in 30 gare (quasi 1,3 a partita) con Cristian Shpendi protagonista assoluto (81 tiri in campionato, primato condiviso in Serie B). Contro il Mantova quella vena si è completamente prosciugata. La sola vera occasione del primo tempo è arrivata al 23', con lo stesso Shpendi che ha impegnato Bardi; nella ripresa, un tiro mal calibrato di Berti al 51' ha rappresentato l'unico altro guizzo offensivo degno di nota. Il problema non è stato solo la quantità delle conclusioni, ma soprattutto la loro qualità e il contesto in cui sono maturate: il Cesena non ha mai dato la sensazione concreta di poter rientrare in partita. La scelta tattica di Cole, abbandonare il 3-5-2 di Mignani per un 4-2-3-1, con Corazza adattato in mediana e Shpendi schierato da esterno sinistro, ha disorientato più che liberato la squadra. Un esperimento comprensibile per chi aveva avuto a disposizione appena due allenamenti, ma che sul campo ha prodotto una manovra confusa, priva di verticalità e incapace di mettere in crisi una retroguardia del Mantova tutt'altro che irresistibile. Difesa in bambola: tre gol, tre ammonizioni, nessuna soluzione Se l'attacco ha deluso, la fase difensiva ha fatto ancora peggio. Con Mignani il Cesena aveva concesso 43 reti in 30 gare (1,43/gara), un dato già preoccupante. Contro il Mantova il copione è peggiorato ulteriormente: Zaro firma il vantaggio dei lombardi con un autogol già al 6', Meroni raddoppia al 57' e Mancuso cala il tris al 90'+3. La retroguardia bianconera ha mostrato gli stessi difetti cronici delle ultime settimane, con la linea difensiva spesso lunga e disordinata nelle transizioni, e Zaro e Guidi in particolare frequentemente fuori posizione. Tre cartellini gialli nella sola ripresa (a Piacentini al 55', Ciofi al 53', Guidi al 49') hanno fotografato l'agitazione di una squadra in piena crisi di lettura. Anche sul fronte della pressione il Cesena ha deluso: rispetto agli standard messi in mostra nelle prime giornate di campionato, i bianconeri sono apparsi meno aggressivi senza palla, concedendo al Mantova troppo spazio e tempo nella costruzione. Le cinque sostituzioni operative da Cole non hanno sortito effetti apprezzabili. Il crollo del ritorno e cosa Cole eredita davvero I numeri di Mignani, visti nell'arco dell'intera stagione, restituiscono un quadro più articolato rispetto alla sola classifica. Quaranta punti in trenta gare (media 1,33/gara) con undici vittorie, sette pareggi e dodici sconfitte: un rendimento insufficiente per la zona playoff ma non catastrofico. Il problema è il girone di ritorno: nelle ultime 12 gare il Cesena aveva raccolto soltanto nove punti, con due vittorie, tre pareggi e sette sconfitte. Da inizio 2026 il crollo si è fatto verticale: otto ko in 13 partite. Cole eredita dunque una squadra non solo in difficoltà di risultati ma con una fragilità mentale profonda, che il cambio di modulo e due sedute di allenamento non potevano certo sanare. La gara di Mantova ha confermato che la crisi del Cesena è prima di tutto una crisi di automatismi e fiducia, non risolvibile con un'idea tattica nuova calata dall'alto senza il tempo necessario per assorbirla. La vera prova del nove per il tecnico inglese arriverà nelle prossime settimane, quando avrà finalmente il tempo di lavorare davvero sul campo. Per ora, i numeri dicono che la rotta non è ancora cambiata.